Il cinema veste Canonero

di Federico Capra
Alla Berlinale 2017 riceverà l'Orso d'oro alla Carriera. Un riconoscimento pronto ad arricchire la bacheca della costumista italiana già quattro volte premio Oscar.

US-OSCARS-SHOWQuattro Oscar e, presto, un Orso d’oro alla carriera. Senza dimenticare i tre BAFTA Awards, altrettanti Nastri d’Argento, due Costume Designers Guild Awards e un David di Donatello. È questo il ricco bottino collezionato nell’arco di una vita da Milena Canonero. Perché la costumista italiana, dopo le vittorie delle prestigiose statuette (l’ultima nel 2015) è attesa in quel di Berlino per ritirare l’ennesimo premio di una carriera intensa e senza eguali. Che l’ha vista, tra l’altro, collaborare con i più grandi registi di Hollywood. Da Stanley Kubrick sino a Roman Polański. E se il grande pubblico l’ha già saputa apprezzare per i suoi straordinari costumi in film come Arancia Meccanica, Barry LyndonIl Padrino e Grand Budapest Hotel - tanto per citarne solo alcuni – questa volta tocca alla Berlinale celebrarla nel migliore dei modi.

«Questo lavoro ti apre al mondo. Fa assorbire stimoli diversi e imparare con umiltà. Insegna a eliminare necessariamente estremismi e pregiudizi», ama rispondere a chi le chiede quali siano i benefici della sua professione. Un mestiere, il suo, nato quando ancora molto giovane decise di trasferirsi a Londra. Proprio qui entrò in contatto con personalità del cinema, su tutte quello Stanley Kunrick che le offrì il primo lavoro da costumista per Arancia meccanica.

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E proprio con Kubrick, incontrato grazie all’intermediazione del giornalista Riccardo Aragno, Milena Canonero ottenne le soddisfazioni maggiori. E se con Arancia Meccanica mancò l’obiettivo Oscar, la donna si rifece nel 1975. Ancora al fianco del regista statunitense ma questa volta con un soggetto decisamente diverso. Perché Barry Lyndon, tratto dall’omonimo romanzo picaresco del 1844 di William Makepeace Thackeray, la catapultò in un mondo del tutto nuovo: quello della rievocazione storica. E proprio la cura dei dettagli, la ricerca e la maestosità dei costumi le conferirono la prima statuetta in carriera all’età di soli 29 anni.

momenti di gloriaMOMENTI DI GLORIA
Nel 1981, al suo terzo film, una nuova statuetta. L’Oscar per i migliori costumi arrivò grazie a Momenti di gloria, pellicola diretta da Hugh Hudson. Anche questa volta, come per Barry Lyndon, la Canonero si dovette cimentare in una sorta di rievocazione storica. Il soggetto era quello delle Olimpiadi del 1924 e l’intera pellicola ruotava intorno agli atleti britannici, dal carattere diametralmente opposto, Eric Liddell e Harold Abrahams.

marie antoinetteMARIE ANTOINETTE
Bisognerà invece attendere il 2007, oltre venti anni dopo l’ultimo riconoscimento, per vedere ancora una volta la costumista italiana aggiudicarsi la statuetta più ambita da tutta Hollywood. Ancora una volta grazie a un film in costume. Con Marie Antoinette, di Sofia Coppola, Milena Canonero calava il suo personale tris di Oscar.

THE GRAND BUDAPEST HOTEL filmGRAND BUDAPEST HOTEL
E dopo il tre, di norma, arriva il quattro. La Canonero ha portato a casa la quarta statuetta in carriera nel 2015 grazie a Grand Budapest Hotel, il film scritto, diretto e co-prodotto da Wes Anderson, ispirato alle opere di Stefan Zweig. Un lavoro ben diverso da quelli precedenti dove la storicità si fonde con la modernità e viceversa. Svariate sono, infatti, le epoche toccate dalla pellicola che parte nel 1985, si sposta nel ’68 e prosegue in pieno avvento del nazismo.

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Publicato in: Attualità, foto, Gallery, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 31-01-2017 06:30 PM


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