365 giorni senza Giulio

Il 25 gennaio 2015 scompariva Regeni, trovato morto il 3 febbraio. Tutta l'Italia lo ricorda tramite manifestazioni o sui social, politici compresi. Da Gentiloni a Boldrini: «Continuiamo a cercare la verità».

ITALY-EGYPT-MURDER-CRIME-DIPLOMACY365 giorni senza Giulio. Sono quelli trascorsi da quel maledetto 25 gennaio 2016, quando un dottorando italiano dell’università di Cambridge che si trovava in Egitto scomparve nel nulla, per poi essere ritrovato morto, con il corpo completamente torturato, alla periferia del Cairo il 3 febbraio.
Un anno di battaglie per la verità, tante domande e troppe poche, pochissime, risposte. Quelle che aspetta, con una dignità sorprendente, la famiglia di Giulio Regeni. «In questo anno abbiamo visto e stiamo ancora vivendo tutto il male del mondo. Questo male continua a svelarsi pian piano, come un gomitolo di lana, ma questo oltre ad essere il frutto di un costante lavoro di chi segue le indagini è anche il risultato della vicinanza di tutte le persone che in Italia e nel mondo chiedono con noi ‘verità per Giulio’». A scriverlo, in una lettera a Repubblica sono Paola e Claudio Regeni, genitori di Giulio, a un anno della morte di loro figlio al Cairo. «In questi 12 mesi intensi, terribili, quello che ci ha dato più calore sono stati i segni dei cittadini, di quelle famiglie come la nostra, semplici, normali, che sono state toccate, sconvolte dalla storia di Giulio e oggi ci scrivono, lasciano un fiore sulla sua tomba, ci fanno sentire che non siamo soli», sottolineano, «la solidarietà è qualcosa di tangibile, di umano, è tutto il bene del mondo».
Giulio, scrivono, «era un contemporaneo, ma soprattutto un ragazzo del futuro. È a lui, alla sua storia, alla sua vita che dobbiamo la nostra battaglia per la verità. È Giulio, il suo corpo torturato, quello delle altre centinaia di ‘Giulio d’Egitto’, che lo chiedono e lo reclamano. Per il nostro dolore ci sarà tempo». Ora, «vogliamo sapere chi, come e perché, senza saltare nessun passaggio della catena, ha ucciso e torturato nostro figlio».

L’ITALIA CHIEDE VERITÀ
Il 25 gennaio i genitori di Giulio non sono i soli a far sentire la propria voce. L’Italia si prepara a ricordarlo con diverse iniziative e a chiedere, ancora una volta, di rompere il muro di silenzio, omertà e depistaggi sul caso, dalla manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma alla Sapienza dalle 12.30 alle 14.30 alle fiaccole che si accenderanno in decine di città alle 19.41, l’ora in cui Giulio Regeni scomparve. Anche i social continuano a chiedere #veritapergiulioregeni: su Twitter pubblicati centinaia e centinaia i messaggi con l’hashtag #veritàpergiulioregeni e #365giornisenzagiulio. Tra questi, quello del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a quello di Angelino Alfano.

 

 

 

 


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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 25-01-2017 11:37 AM


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