Tutti in piazza contro Trump

Mezzo milione di persone in strada a Washigton per la Women's March. Il bersaglio è il nuovo Presidente Usa. Tanti i vip partecipanti. Ma una dichiarazione di Madonna finisce nel mirino della Cia.

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Mezzo milione a Washington, due milioni e 600 mila in tutto il mondo: tanti, si stima, sono stati i partecipanti alle Women’s March che il 21 gennaio hanno salutato l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Una marcia, tante marce delle donne che sono nate come segno di protesta contro un uomo che ha costruito la sua campagna elettorale infarcendola di commenti sessisti e misogini. Ma la marcia non è stata solo una manifestazione femminista: Trump, infatti, si è distinto per aver attaccato le minoranze in genere e per i suoi toni populisti e antidemocratici. Per questo motivo, in realtà, la Women’s March è diventata il contenitore non solo delle rivendicazioni femministe, ma in generale di tutte le voci che predicano libertà, uguaglianza e solidarietà.
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MADONNA SI METTE NEI GUAI CON LA CIA
La marcia di Washington ha visto la partecipazione di numerosi vip, alcuni dei quali sono saliti sul palco in qualità di oratori. Madonna, ad esempio: «È l’inizio della nostra storia: la rivoluzione parte da qui. Noi non abbiamo paura» ha detto, aggiungendo poi un deciso «Fuck you!» rivolto ai detrattori della Women’s March. Inoltre ha detto di voler «fare esplodere la Casa Bianca». Frase che, come ha spiegato più tardi, voleva essere soltanto un’espressione figurata, ma che alla Cia non è piaciuta, al punto da aprire un’indagine. Scarlett Johansson ha invece chiesto a Trump di occuparsi dei diritti di tutte le donne, anche quelle che non l’hanno votato, e di tenere vivo il diritto alla salute (il suo discorso, però, è stato interrotto dalla musica). Tra la folla c’era anche Miley Cyrus, mentre dal palco Alicia Keys, prima di cantare, ha parlato della questione razziale. Spazio anche alla femminista Gloria Steinem, al regista Michael Moore e all’attrice America Ferrera. Non si è vista Hillary Clinton, che però ha scritto qualche tweet mostrando il suo sostegno.

MAREA UMANA Le prime stime affermano che la marcia ha avuto un’affluenza tre volte maggiore rispetto a quella registrata durante la cerimonia di insediamento del giorno prima. Le strade di Washington erano così intasate che gli organizzatori hanno dovuto rinunciare a sfilare fino alla Casa Bianca. Dopo l’insediamento del 2009 di Obama, nessun’altra manifestazione aveva attirato per le strade della città così tante persone.


TRUMP ATTACCA I VIP
La reazione di Trump sui social non si è fatta attendere. Prima ha fatto qualche polemica sui numeri, citando dati sbagliati, menzogne che un suo portavoce ha definito come «fatti alternativi». Twittando dall’account personale e non da quello istituzionale, Trump ha chiesto polemicamente: «Ieri ho guardato le proteste ma mi sembra che si siano appena tenute delle elezioni. Perché queste persone non hanno votato?». Poi un attacco diretto ai vip scesi in piazza: «Le celebrità fanno molto male alla causa». E, tra gli analisti, c’è effettivamente chi gli dà ragione, affermando che l’appoggio di attori e musicisti potrebbe dare l’impressione di una causa più elitaria che popolare.

QUALE FUTURO
D’altra parte, c’è chi avverte che la marcia in sé non potrà portare alcun cambiamento, se non si avrà la capacità di creare un movimento di opinione capace di andare oltre le manifestazioni di piazza. La domanda chiave, insomma, è: che succede adesso? Si pensava che le donne avrebbero votato in massa per Trump, e così non è stato. Si pensava che lo stesso avessero fatto le minoranze etniche, che però non sono andate alle urne come si sperava. Sarebbe un errore, quindi, pensare che le persone scese in piazza a Washington siano la garanzia che le prossime elezioni non verranno vinte da Trump. Un dato che era già stato dato per scontato in queste ultime elezioni. E che si è rivelato terribilmente errato.

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Publicato in: Attualità, foto, Gallery, video Argomenti: , , Data: 23-01-2017 11:28 AM


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