Una Fondazione con il cuore del Sic

di Enrico Matzeu
Il 20 gennaio Marco Simoncelli compirebbe 30 anni. Dal 2011 la Fondazione a suo nome si impegna in molte iniziative di solidarietà con «i valori che gli appartenervano». Ce ne parla il padre Paolo.

MotoGP of Australia - Qualifying«Tra dieci anni? Mi vedo ancora in sella», diceva tre mesi prima di morire in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, quando aveva scherzato sulle sue tante, troppe, cadute in moto. L’ultima, ha infranto per sempre il suo sogno e lasciato senza parole l’Italia. Marco Simoncelli o Sic, come lo chiamavano i suoi fan più fedeli ha perso la vita in un terribile incidente nell’ottobre 2011 sulla pista di Sepang, in Malesia. Dopo poco è nata (da un’idea di Carlo Pernat, ex manager di Marco, e di Paolo Beltramo) la Fondazione Marco Simoncelli, che con il sostegno di molti si è prefissata di aiutare i più deboli con iniziative di solidarietà lodevoli. A tenere le redini dei progetti ci sono i genitori di Marco, Paolo e Rossella, e la fidanzata Kate, rimasta vicino alla famiglia del Sic. Il 20 gennaio 2017 Marco Simoncelli avrebbe compiuto 30 anni. IN RICORDO DEL SIC Nel settembre 2016 attorno a loro c’erano molte persone sulle colline di Coriano, dove è stata posata la prima pietra del centro disabili intitolato a Simoncelli. Sotto quel primo mattone è stata lasciata anche una lettera che i genitori hanno indirizzato al figlio: «Questa prima pietra è solidissima perché appoggia sulla sofferenza che si può alleviare, sulla sfortuna che si può contrastare, sul destino avverso che si può combattere, sull’amore che può provare a vincere. Questa è la gara più importante perché è una gara senza traguardo e senza fine che tu, Marco, vincerai ogni volta che nella struttura d’accoglienza nascerà un sorriso». Perché la Fondazione rappresenta in qualche modo «i valori morali che appartenevano a Marco», come ha detto a LetteraDonna il papà Paolo Simoncelli. MotoGp Of Catalunya: Free Practice DOMANDA: Signor Simoncelli, quali sono i valori morali, che erano del Sic, e che rivivono oggi attraverso la onlus? RISPOSTA: Direi onestà, determinazione e coraggio. La Fondazione promuove l’impegno dello sport a favore del sociale ed è simbolo dei valori di cui Marco s’è fatto ambasciatore nella vita e in pista. Le sue battaglie fuori dal circuito oggi sono le nostre. D: Chi vi siete prefissati di aiutare con questa realtà? R: Abbiamo scelto la disabilità infantile e giovanile, per sostenere concretamente tutte quelle famiglie che da sole devono occuparsi di disabilità gravi. Pensiamo in particolare a bambini e giovani, così come Marco faceva in prima persona. D: In che senso? R: Spesso, quando era a casa, si recava alla comunità di Montetauro, dietro le colline di Coriano, e trascorreva il suo tempo libero con i giovani svantaggiati ospiti della struttura che lo consideravano un amico vero.

La Fondazione Marco Simoncelli.

La Fondazione Marco Simoncelli.

D: Perché per voi in questo momento è importante aiutare il prossimo? R: Perché un sorriso è la cosa più importante nella vita, ti aiuta ad andare avanti giorno dopo giorno. Rendere migliore la vita di qualcuno è molto gratificante, è la cosa più bella del mondo. D: Tra le varie iniziative, una delle prime è stata Casa Marco Simoncelli in Repubblica Domenicana. Come mai è stato scelto proprio quel Paese? R: Appena costituita la onlus, non avendo alcuna esperienza, abbiamo pensato di rivolgerci a chi ne aveva già. Ci guardammo intorno e ci piacque la fondazione Francesca Rava. Una volta fatta la scelta, il finanziamento del progetto in Repubblica Domenicana fu una conseguenza diretta. D: A settembre invece è stata posata la prima pietra del centro disabili di Coriano, intitolato al Sic, cosa ricorda di quel momento? R: La gente. Me ne aspettavo meno, invece eravamo in tantissimi. Ricordo che non riuscivo a parlare al microfono, ricordo le forti emozioni nel comprendere che non era significativo solo per la sua famiglia quel momento, ma per tutti quelli che gli volevano bene. D: Come ha accolto Coriano questa iniziativa? R: Direi bene, viste le parole della sindaca Domenica Spinelli, che ringraziando la Fondazione e chi ha contribuito alla realizzazione di Casa Santa Marta, ha definito Marco «un ragazzo sensibile e attento al prossimo e in particolare a coloro che più erano in difficoltà. Come primo cittadino di Coriano sono orgogliosa che la famiglia Simoncelli abbia scelto il nostro comune come luogo in cui realizzare questo sogno, non era scontato, la Fondazione grazie alla sua dimensione internazionale avrebbe potuto situarla in qualsiasi posto. Marco ha cambiato la storia di Coriano, ha portato Coriano nel mondo ed ora il mondo guarda a noi grazie alle opere della sua Fondazione». D: Come procedono i lavori del centro? R: Bene. Puntiamo a concluderli entro il 2017.

La posa della prima pietra del centro per disabili di Coriano (Rimini).

La posa della prima pietra del centro per disabili di Coriano (Rimini).

D: Chi sostiene oggi la Fondazione? R: Gente di tutti i tipi. Ovviamente fan e amanti delle corse, ma anche moltissimi giovani, e non solo. L’esempio che credo valga per tutti è la signora pensionata che ogni mese ci fa un bonifico di tre euro. D: Quali sportivi collaborano con voi? R: I piloti sono sempre tutti molto disponibili con noi. Se abbiamo bisogno loro ci sono. D: Quanto i fan del Sic sono ancora presenti attorno a voi? R: Prima per il Sic avevano sempre una parola di incoraggiamento e stima, magari tramite un messaggio in bacheca su Facebook. Ora postano foto, ricordi, ci mandano gli auguri di Natale, passano in fondazione a Riccione, alcuni anche in modo ricorrente. Spero non ci molleranno mai, senza di loro sarebbe stato tutto ancora più difficile. D: Segue ancora il MotoGp? R: Ho ricominciato, sì. D: Prevedete di sostenere in futuro anche iniziative legate al motociclismo? R: Per il momento no. D: Quali sono le prossime mosse della Fondazione? R: Bella domanda! Per ora puntiamo a concludere questo progetto a Coriano, ma intanto stiamo già iniziando a guardarci intorno. Quello che le posso dire è che credo continueremo a finanziare progetti umanitari in Italia. Ce n’è davvero tanto bisogno.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 20-01-2017 11:06 AM


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