Quelle che non si arrendono a Trump

Il nuovo presidente si insedierà il 20 gennaio. La sua elezione, dopo una campagna razzista e misogina, non è andata giù a molti americani. Ecco sette donne che 'combattono'.

donne contro trump«Il non rispetto porta al non rispetto. La violenza istiga alla violenza». Così, durante la cerimonia dei Golden Globe tra l’8 e il 9 gennaio parlava Meryl Streep in un accorato discorso contro Donald Trump, pronto a insediarsi (il 20 gennaio) alla Casa Bianca. Se l’eloquente intervento è destinato a restare nella storia del Globo d’oro, l’attrice non è l’unica a impegnarsi e scagliarsi contro il neopresidente statunitense. Ecco le storie, riportate da Glamour Paris, di sette ‘combattenti’ americane.

Elaine WelterothELAINE WALTEROTH
How Trump is gaslighting America («come Trump sta manipolando l’America»). È il titolo di un articolo firmato Lauren Duca per Teen Vogue in cui la giornalista spiega come il repubblicano è arrivato al potere con un vecchio ‘metodo’ di manipolazione: moltiplicare le bugie per seminare dubbi negli interlocutori. Come quando ha negato con forza di non aver mai preso in giro un giornalista disabile, malgrado ci fosse un video che lo testimoniava. L’articolo firmato da Duca, di stampo evidentemente politico, ha sorpreso i media americani, perché pubblicato su una rivista ‘per ragazze’. In realtà non c’è molto da sorprendersi: da quando infatti Elaine Welteroth, 29 anni, è arrivata a capo della redazione del magazine, ha messo al centro l’approfondimento, la diversità delle voci, le interviste a giovani donne intraprendenti. Un tipo di giornalismo, quello della Welteroth, di cui gli Stati Uniti ai tempi di Trump avranno di certo grande bisogno. 

bob blandBOB BLAND
L’imprenditrice Bob Bland, insieme ad altre attiviste, ha avuto l’idea di avviare su Facebook l’organizzazione della manifestazione in programma a Washington il 21 gennaio. Il fine dell’evento, ha spiegato la giovane, è semplice: «Mostrare che non resteremo silenziose, che faremo sentire le nostre voci e che impediremo l’arretramento dei nostri diritti». Prima di diventare co-organizzatrice della manifestazione, Bland si era già attivata vendendo online delle t-shirt con su scritto Nasty Woman (donna cattiva), ispirate all’insulto lanciato da Trump e Hillary Clinton in pieno dibattito.

cecile_RichardsCECILE RICHARDS
«Ho intenzione di tagliare i fondi del Planned Parenthood (organizzazione che si batte a favore della legislazione abortista, dell’educazione sessuale, dell’accesso a certi servizi medici anche contrastando la libertà all’obiezione di coscienza., ndr)», ha minacciato Trump. La presidente dell’organizzazione, Cecile Richards, non ha però intenzione di farsi intimidire: a gennaio è prevista una campagna per ricordare ai cittadini l’importanza dell’associazione, soprattutto in materia di prevenzione.

shishi roseSHISHI ROSE
«Quando Trump è stato eletto ho avuto paura per la mia vita, visto che la sua campagna si è fondata in particolar modo sul razzismo. Ma ho fede nel potere dell’umanità, dobbiamo fare fronte insieme», ha spiegato Shishi Rose a Grazia UK. Membro del movimento Black Lives Matter (le vite dei neri contano), l’attivista ha organizzato alcune manifestazioni a Los Angeles e protestato contro la Trump Tower. Il suo impegno per educare e svegliare le coscienze si sviluppa anche sul web, col blog ShishiRose.

miriam seddiqMIRRIAM SEDDIQ
Paragonati ai terroristi e vittimi di attacchi razzisti, i musulmani, nell’era Trump, sono tra i più ‘minacciati’. Dopo aver sentito il tycoon criticare la madre di un soldato musulmano morto durante il suo servizio in Iraq, l’avvocato Mirriam Seddiq ha deciso di passare all’azione. Ad agosto ha fondato la prima associazione che riunisce musulmani americani, un luogo in cui possono condividere le loro paure e unire le forze contro l’intolleranza.
JAYNA ZWEIMAN KRISTA SUHKRISTA SUH E JAYNA ZWEIMAN
Kristah Suh, 29 anni, ee Jayna Zweiman, 38, hanno deciso di contribuire alla manifestazione del 21 gennaio fabbricando, a maglia, i pussy hats, ovvero cappelli (destinati ai manifestanti) la cui forma ricorda la testa di un gatto: il riferimento è a una celebre e triste affermazione di Trump, risalente al 2005, nella quale il repubblicano si vantava di poter afferrare le donne dalle parti intime, «pussy», che significa anche ‘micio’.

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