Chi non vota non fa l'amore

In Kenya gli uomini sono restii a recarsi alle urne. Così, per cambiare le cose, la parlamentare dell'opposizione Mishi Mboko ha proclamato uno sciopero del sesso. Che non è il primo della storia, e non sarà l'ultimo.

mishi mbokoNon si chiama Lisistrata come la protagonista della celebre commedia greca. Non è nemmeno ateniese, se è per questo, ma kenyota. La parlamentare Mishi Mboko, però, della sua predecessora condivide il metodo di lotta politica: lo sciopero del sesso. Le elezioni sono ad agosto, ma in Kenya per votare è necessario prima registrarsi, e la scadenza è fissata al 17 febbraio. Poiché molti uomini sono restii a farlo, Mboko ha detto chiaro e tondo alle sue elettrici: «Negate loro il sesso finché non saranno in grado di mostrarvi la loro tessera elettorale».

IL MARITO DI MISHI PUÒ STARE TRANQUILLO
Mboko milita per le forze dell’opposizione, e spera che un’alta affluenza possa impedire la riconferma dell’attuale presidente Uhuru Kenyatta. Stando a quanto riportato dalla Bbc, Mboko ha chiarito che suo marito, essendo già registrato, non subirà alcuna conseguenza. Ma se quello di Lisistrata è forse lo sciopero del sesso più antico mai raccontato, quello di Mishi non è il secondo, né sarà l’ultimo.

PRATICA DIFFUSA IN TUTTO IL MONDO
Come racconta Alternet, infatti, nel 17esimo secolo le donne irochesi negarono ai loro uomini le gioie del talamo finché questi non concessero loro il potere di veto nell’assemblea che doveva decidere sull’entrata in guerra. Più di recente (2011), 250 donne della città colombiana di Barbacoas con i loro dinieghi riuscirono a sbloccare un investimento di ben 21 milioni di dollari per migliorare la viabilità locale.

A VOLTE BLOCCA ANCHE LE VIOLENZE
Lo stesso anno, le scioperanti ottennero un altro successo a Dado, nelle Filippine, riuscendo persino a placare una sanguinosa faida tra clan rivali. In Kenya c’è un altro precedente: anche in quel caso, nel 2009, l’obiettivo era placare un’ondata di violenza che causò 1500 morti per lo scontro tra i sostenitori del Presidente e quelli del primo ministro. Rimanendo in Africa, vale la pena ricordare anche lo sciopero del Togo datato 2012, promosso anche in quel caso da una leader dell’opposizione, ma per chiedere le dimissioni del presidente.

GLI INGREDIENTI DEL SUCCESSO
Se, invece, vi state chiedendo se, quanto e a quali condizioni gli scioperi del sesso si rivelano efficace, per rispondere possiamo citare un articolo di Slate: «hanno più successo quando le donne coinvolte hanno scarsa autonomia economica, quando le loro richieste sono specifiche e realistiche, quando durano a lungo e sono sostenute dalla forza dei numeri».

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: Data: 17-01-2017 05:47 PM


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