Israele, il primo ministro non si tocca (neanche su Photoshop)

Per un corso dell'Accademia Bezalel di Gerusalemme, una studentessa ha raffigurato il viso di Benjamin Netanyahu sovrastato da una corda annodata all'altezza del collo. Ed è scoppiata la polemica.

israele primo ministro È possibile stabilire un ‘limite’ nell’espressione artistica? Questa può, da un certo punto in poi, perdere la sua aura di sacralità per trasformarsi in volgare strumento d’incitazione alla violenza? Il dibattito, riporta Grazia France, è in corso in Israele da quando, il 13 dicembre, nei corridoi dell’Accademia Bezalel è comparso un fotomontaggio che ha scosso l’opinione pubblica. L’autrice, Mona X (la sua identità è tenuta segreta) è stata interrogata dalla polizia locale che ha subito chiuso il caso.

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IL FOTOMONTAGGIO
La sua opera, riporta ancora la rivista francese, raffigurava il primo ministro Benjamin Netanyahu (di recente accusato di corruzione) con una corda annodata all’altezza del collo e la parola ROPE (corda, appunto): una esplicita parodia del celebre HOPE (speranza) presente nel manifesto della prima campagna presidenziale di Barack Obama.

LA POLEMICA
Un gesto, quello di Mona X, che fa discutere, in un Paese traumatizzato dall’assassionio di Yitzhak Rabin (primo ministro d’Israele dal 1974 al 1977 e dal 1992 al 1995, anno della morte). «È un appello all’omicidio. Chissà cosa avremmo sentito se fosse stato raffigurato un rappresentante della sinistra», ha affermato David Shain, presidente del ramo giovanile del Likoud (il partito del primo ministro), tra i primi a condividere il fotomontaggio della discordia sui social. La ministra della cultura, Miri Regev, ha anche minacciato di privare l’Accademia delle sovvenzioni pubbliche.

israele L’ARTE RESISTE
Ma Bezalel, riporta ancora Grazia France, non ha ‘abbassato la testa’: scandalizzata dall’inchiesta per ‘incitazione alla violenza’ aperta contro l’autrice del fotomontaggio e per il suo interrogatorio, gli studenti dell’istituto, che ha formato alcuni dei più influenti artisti del Paese, hanno scioperato e moltiplicato le azioni simboliche, sostenuti dai loro insegnanti. Sul monte Scopus, che domina il nord di Gerusalemme, i muri della scuola sono stati riempiti di graffiti rabbiosi riferiti al primo ministro. E un’altra opera di protesta è stata esposta nell’accademia: questa volta il primo ministro è nudo, con una corda sui genitali. «È in gioco la nostra libertà di espressione. La nostra intenzione è quella di deviare l’attenzione dall’alunna coinvolta per farne una questione di principio», ha affermato Nadav Heipert, rappresentante dell’Unione degli studenti dell’Accademia.

LE OPINIONI
Mona X, da parte sua, non si espone molto. Araba-israeliana originaria di Haïfa, ha assicurato di essere stata totalmente sopraffatta dagli eventi: il suo lavoro non sarebbe mai dovuto uscire dall’ambito del corso di Photoshop all’interno del quale l’aveva realizzato. «Gli insegnanti ci dicono costantemente di esprimere le nostre opinioni attraverso la nostra arte, ma ecco il risultato. Quando lo facciamo, arriva la polizia», si è lamentato Omar Abdelqader, uno dei leader della protesta. Secondo Lahav Halevy, insegnante di grafica dell’Accademia, il fotomontaggio non va artisticamente bene perché il messaggio è ‘vago’. Ma per la stessa esperta è proprio a questo che serve studiare: «Con l’esercizio, gli studenti devono poter testare fino a che punto spingere la loro libertà di espressione».

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , Data: 16-01-2017 04:49 PM


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