Arrivederci Obama ciao

di Matteo Innocenti
Durante il discorso di addio alla presidenza non ha mai nominato Trump. Si è commosso ringraziando la moglie Michelle. E alle figlie ha detto: «Di tutto quello che ho fatto nella vita, la cosa di cui sono più orgoglioso è essere vostro padre».

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«Yes, we can», ripetuto tre volte. Così Barack Obama ha chiuso il discorso di addio alla presidenza nella sua Chicago, davanti alle 20 mila persone in delirio del McCormick Place. «Yes, we did», ha poi aggiunto, perché «oggi l’America è migliore» e continuerà «a essere una grande nazione». Nonostante Donald Trump, che ha scelto di non citare, se non per dire che farà di tutto per agevolare la transizione con il suo successore. Un discorso intenso e commovente (anche per lui) quello di Obama, in cui non sono mancati i ringraziamenti e le parole d’amore per la moglie e le figlie.

IL RICORDO DEI SUCCESSI
«In questa città ho imparato che il cambiamento avviene solo se le persone s’impegnano e lo conquistano. I diritti non si realizzano da soli», ha detto Obama, snocciolando i risultati raggiunti durante la sua presidenza, come la legalizzazione delle nozze gay e il salvataggio dell’industria dell’auto, sull’orlo della bancarotta dopo la grande crisi. Ma anche la riforma sanitaria, l’apertura con Cuba, l’accordo sul nucleare con l’Iran e l’uccisione di Osama Bin Laden. Dimenticandosi dei fallimenti, ma ammettendo che restano problemi irrisolti, come le crescenti diseguaglianze sociali, con troppi americani ai margini di questa crescita: «Per quanti progressi abbiamo fatto, ancora non basta. Per ogni due passi avanti, ne facciamo uno indietro».

TRUMP MAI CITATO
Come detto, Obama non ha mai nominato Donald Trump, ma ha ricordato che «tra pochi giorni arriverà un altro presidente alla Casa Bianca». E ai fischi della platea ha risposto dicendo ‘no’ per cinque volte di fila: «Una delle grandi forze della nazione è la capacità di trasferire pacificamente il potere da un presidente all’altro». Pur senza condividerne le posizioni: «Respingo le discriminazioni contro i nostri connazionali musulmani, che amano l’America quanto voi», è stato uno dei passaggi più applauditi del discorso. Entusiasmo alle stelle e già nostalgia, poi, con il coro «Four more years!».

UN UOMO MIGLIORE
Obama ha iniziato così il discorso: «Mi avete reso un presidente migliore e un uomo migliore», rassicurando poi chi gli chiedeva di non lasciare la politica: «È stato l’onore della mia vita servirvi, ma non mi fermerò qui […] Il titolo più importante in una democrazia è quello di cittadino, ed io continuerò ad esserlo fino alla fine dei miei giorni». Non sono mancate le citazioni. Washington, ad esempio, ma anche l’Atticus Finch de Il Buio oltre la siepe, il suo libro preferito in gioventù: «Non capirai mai una persona fino a quando non guardi le cose dal suo punto di vista».

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GRAZIE MICHELLE
La commozione, quella vera, è arrivata quando in lacrime ha ringraziato la moglie Michelle (senza dubbio la First Lady più cool di sempre): «Hai accettato questo incarico che non avevi chiesto con grazia e umanità. Mi hai reso orgoglioso; hai reso orgogliosa l’America. Sei non solo mia moglie, la madre dei miei figli, ma la mia migliore amica». Lei ha ‘risposto’ su Instagram, pubblicando uno scatto in bianco e nero, con le figlie ancora bambine, risalente al loro insediamento alla Casa Bianca. Un amore, il loro, letteralmente da film.

L’ORGOGLIO DI UN PADRE
Obama si è poi rivolto alle figlie lodando le «due straordinarie giovani donne» che sono diventate negli otto anni a Washington: «Di tutto quello che ho fatto nella vita, la cosa di cui sono più orgoglioso è essere vostro padre». In sala c’era solo la maggiore, Malia (ecco come imitare il suo stile) e non Sasha. Un piccolo caso, subito rientrato: l’ufficio stampa della Casa Bianca ha comunicato infatti che era rimasta a casa perché doveva preparare un esame scolastico. A proposito, Barack e Michelle lasciano la White House ma non Washington, città dove vivranno ancora due anni (in questa villa) il tempo necessario per far finire la scuola alla figlia minore, Sasha. Nel discorso di Obama, infine, non è mancato un affettuoso saluto al vice Joe Biden: «Con te ho guadagnato un fratello».

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti, video Argomenti: Data: 11-01-2017 01:41 PM


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