Dillo alla ministra... con un tweet

di Matteo Innocenti
In India, Sushma Swaraj è in continuo contatto con i cittadini. A cui risponde sempre su Twitter. Al punto che, quando ha avuto bisogno di un trapianto di rene, molti si sono offerti come donatori.

«Sono la signora Swaraj, risolvo problemi». Ci permettiamo questa citazione tarantiniana per introdurre la ministra degli Esteri dell’India Sushma Swaraj, che ha una particolarità: è in continuo contatto con i cittadini, a cui risponde personalmente su Twitter, cercando di dar loro una mano quando è possibile, aggiornandoli sull’avanzamento delle pratiche e rassicurandoli quando c’è bisogno.

A DOMANDA RISPONDE…
Essendo Sushma Swaraj il ministro degli Esteri, è normale che principalmente gli indiani si rivolgano a lei per questioni legate a visti e passaporti. Basta scorrere i suoi tweet: in questo, ad esempio, risponde ad una donna che chiede aiuto per far sì che i suoi parenti, del Bangladesh, possano ottenere un visto di ingresso per l’India, negato negli ultimi otto anni. «Ho controllato. È stato negato perché a chiederlo è una casalinga, che però ha fatto le procedure per un visto per affari».

…E LO FA IN OGNI CASO
Capita anche che Sushma Swaraj, risponda anche a domande di tutt’altro genere. Come a quella di una fotografa che, per un suo progetto, chiede di poterla ritrarre: «L’immagine del profilo è la mia foto. Se ne vuole un’altra, per favore aspetti ancora un po’».

UN’AVVOCATESSA IN POLITICA
Inserita dal Financial Times nella classifica delle donne del 2016 (al 16esimo posto), Sushma Swaraj è nata il 14 febbraio 1952 ad Ambala, nello stato settentrionale dell’Haryana. Appassionata di musica classica, poesia, arte e teatro, si è laureata nella sua città in Scienze Politiche e Sanscrito, per poi studiare Legge a Chandirgah. Nel 1973 ha iniziato a lavorare come avvocatessa per la Corte suprema dell’India e qui ha conosciuto il collega Shri Swaraj Kaushal, che ha sposato il 13 luglio 1975 (la coppia ha avuto una figlia, Bansuri, anche lei avvocatessa). Negli stessi anni ha portato avanti la sua carriera politica, iniziata nel 1970 nell’organizzazione studentesca Akhil Bharatiya Vidyarthi Parishad.

UNA DONNA DA PRIMATO
Dopo i 21 mesi di Emergency, periodo in cui per volere della prima ministra Indira Gandhi, nel Paese entrò in vigore la dittatura, nel 1977 Sushma Swaraj si è unita allo Janata Party, partito politico conservatore che, vincendo le elezioni, ha governato fino al 1980: a soli 25 anni, Sushma è diventata la più giovane ministra della storia indiana (del Lavoro, nell’Haryana). Nel 1979, è stata poi eletta presidente del partito, sempre nel suo Stato e, nel 1998, prefetto di Delhi, prima donna nella storia. A livello nazionale, nel 1990 è stata eletta alla Rajya Sabha, la camera più alta del parlamento indiano, diventando poi nel corso degli anni ministra dell’Informazione e delle Telecomunicazioni, della Salute, degli Affari Parlamentari. Lunghissima nel complesso la lista dei suoi incarichi politici, arrivati come esponente del Bharatiya Janata Party, il Partito del Popolo Indiano fondato nel 1980 che, di stampo nazionalista e di difesa dell’identità induista, è oggi il primo partito al mondo per numero di iscritti, ben 88 milioni.

IL TRAPIANTO DI RENE
Affetta da diabete cronico, a novembre Sushma Swaraj aveva usato proprio Twitter per annunciare di essere in dialisi per un’insufficienza renale e in attesa di ottenere un trapianto di rene. Molti cittadini si erano offerti addirittura di donare il loro organo per aiutarla. Il trapianto è poi avvenuto con successo il 10 dicembre, grazie ad un parente. A renderlo noto lei stessa, ovviamente su Twitter.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 10-01-2017 04:43 PM


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