Bauman dixit

Si è spento a 91 anni Zygmunt Bauman, sociologo polacco di origine ebraica che teorizzò la società liquida. Era uno dei più grandi intellettuali contemporanei. Lo ricordiamo con dieci aforismi.

Morto Zygmunt BaumanEra uno dei più grandi intellettuali contemporanei, celebre in tutto il mondo per essere il teorico della ‘società liquida’: si è spento a 92 anni a Leeds il filosofo di origine polacca Zygmunt Bauman.
Nato a Poznan nel 1925, di origine ebraica, Bauman si rifugiò in Urss dopo l’invasione nazista. Tornato a Varsavia, dove ha studiato all’università, si è trasferito prima in Israele (a Tel Aviv) poi in Gran Bretagna, dove ha insegnato Sociologia a Leeds dal 1971 al 1990. Durante questa permanenza partorì la sua maggiore dissertazione sul socialismo britannico pubblicata nel 1959.
Di formazione marxista, ha studiato il rapporto tra modernità e totalitarismo, con particolare riferimento alla Shoah (Modernità e Olocausto, edito dal Mulino) e al passaggio dalla cultura moderna a quella postmoderna (Modernità liquida, Laterza). Tra le opere successive tradotte in italiano, Amore liquido – Sulla fragilità dei legami affettivi (Laterza); Vita liquida (Laterza); La solitudine del cittadino globale (Feltrinelli); La società dell’incertezza (Il Mulino); Stato di crisi (Einaudi); Per tutti i gusti – La cultura nell’età dei consumi (Laterza); Stranieri alle porte (Laterza).
La società liquida è la concezione sociologica che considera l’esperienza individuale e le relazioni sociali segnate da caratteristiche e strutture che si vanno decomponendo e ricomponendo rapidamente, in modo incerto e fluido. Per Bauman, che ricordiamo con 10 suoi aforismi, viviamo appunto in una «società liquida».

Morto Zygmunt Bauman

Ci si accorge delle cose, ponendole sotto la lente della contemplazione, quando esse svaniscono, vanno in rovina, iniziano a comportarsi stranamente o ti deludono in qualche altro modo.

L’incertezza, che dell’insicurezza è la causa principale, rappresenta di gran lunga lo strumento di potere più incisivo, anzi, la sua essenza stessa.

Il successo nella vita di uomini e donne postmoderni dipende dalla velocità con cui riescono a sbarazzarsi di vecchie abitudini piuttosto che da quella con cui ne acquisiscono di nuove.

Lo Stato e il mercato possono occasionalmente combattersi, ma in un sistema capitalista la relazione normale e ordinaria tra di essi è stata la simbiosi.

La fiducia si trova in difficoltà nel momento in cui ci rendiamo conto che il male si può nascondere ovunque.

Quella di imparare l’arte di amare è la promessa (falsa, ingannevole, ma che si spera ardentemente essere vera) di rendere l’«esperienza dell’amore» simile ad altre merci.

Come un capitale liquido, pronto per ogni genere di investimento, il capitale della paura può essere – ed è – trasformato in qualsiasi genere di profitto, commerciale o politico.

Consumiamo ogni giorno senza pensare, senza accorgerci che il consumo sta consumando noi e la sostanza del nostro desiderio.
È una guerra silenziosa e la stiamo perdendo.

La vita si vive nell’incertezza, per quanto ci si sforzi del contrario. Ogni decisione è condannata a essere arbitraria; nessuna sarà esente da rischi e assicurata contro insuccesso e rimpianti tardivi. Per ogni argomento a favore di una scelta si trova un argomento contrario non meno pesante.

A tempo debito, l’amore e la morte colpiranno; solo che non abbiamo la benché minima idea di quando tale ora scoccherà. In qualsiasi momento giunga, ti coglierà impreparato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: Data: 09-01-2017 06:47 PM


Lascia un Commento

*