Diritto alla Salute calpestato

Non si placano le polemiche dopo che in ospedale di Nola i malati sono stati fotografati stesi a terra per mancanza di barelle e letti liberi. Il direttore sanitario: «Meglio che non curarli».

Sanita:ospedale Nola;G.Alfano,Lorenzin invierà gli ispettoriDue donne stese a terra e, tra di loro, un operatore sanitario. «Ecco come vengono curati e dove vengono messi i pazienti all’ospedale di Nola».
È il commento alla fotografia postata su Facebook da un uomo che ha denunciato, tramite uno sfogo via social, la situazione drammatica che versa in un nosomocomio in provincia di Napoli, dove gli ammalati sono stesi a terra per mancanza di barelle e posti letto.

POLEMICHE E ISPEZIONI
«Dopo la vergogna dell’ospedale di Boscotrecase ora tocca a Nola. Già pronta un’interrogazione parlamentare per denunciare la scandalosa situazione degli ammalati», ha dichiarato il deputato di Forza Italia Paolo Russo. «Altro che De Luca commissario alla Sanità», continua, «mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini. Se il Santa Maria della Pietà deve funzionare in questo modo è meglio chiuderlo perché di ospedali così si muore. De Luca aveva promesso che non saremmo mai più stati ultimi, ci ha ridotti all’indigenza». Il deputato ha chiesto l’intervento del ministro: «Restituisca il diritto alla Salute a un’area che conta 600 mila abitanti. Non si scarichi ora la responsabilità sui medici che tentano, pur senza strumenti a disposizione, di difendere la vita delle persone». Dopo le denunce, i carabinieri del Nas sono stati inviati dalla ministra Beatrice Lorenzin all’ospedale di Nola la mattina del 10 gennaio per controllare le condizioni della struttura.

IL DIRETTORE SANITARIO: «È L’UNICA SOLUZIONE»
I pazienti sono a terra, alcuni sopra una coperta, altri direttamente sul pavimento. Andreo De Stefano, direttore sanitario dell’ospedale Santa Maria la Pietà, interpellato sul caso, ha risposto così: «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo ‘sequestrate’ due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare».
«Una di quelle persone era in arresto cardiaco, ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto», ha spiegato. A suo giudizio le immagini mostrate in tivù «non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 09-01-2017 02:25 PM


Lascia un Commento

*