I volti della strage di Capodanno

Sono almeno 39 le vittime della sparatoria al Reina Club di Istanbul. Tra loro c'erano sauditi, israeliani, libanesi e marocchini. Ecco alcune delle loro storie.

ansaIn molti erano andati al Reina Club di Istanbul per festeggiare la fine dell’anno. Si sentivano al sicuro, circondati dalle mura di quel locale notturno presidiato anche dalla vigilanza privata. La stessa che doveva garantire la sicurezza delle tante persone assiepate per accogliere a braccia aperte il 2017. Eppure quella che doveva essere una serata di puro divertimento si è trasformata in un incubo. È successo quando un uomo, apparentemente vestito da babbo Natale, ha fatto irruzione nel night imbracciando un fucile e facendo una carneficina. Sotto i colpi dell’arma da fuoco sono cadute almeno 39 persone. Uomini e donne di nazionalità e religione differenti. Il killer, come spesso avviene, non ha fatto distinzione falciando vite a casaccio.

Tra loro anche Leanne Nasser, israeliana 18enne e originaria della città di Tira. Lei è stata anche la prima vittima identificata della strage di Capodanno alla discoteca di Istanbul. La ragazza stava festeggiando l’arrivo del 2017 con alcuni amici. In tutto erano in quattro. Leanne è stata raggiunta dai colpi d’arma da fuoco rimanendo uccisa sul colpo. Proprio come Fatih Cakmak, il poliziotto di 35 anni che era scampato all’attacco del 10 dicembre fuori dallo stadio del Besiktas. Nulla ha potuto contro la furia del killer che lo ha freddato sul posto.

Si trovava invece in pausa dal suo lavoro come autista per turisti Ayhan Arik quando è stato freddato senza pietà. Svolgeva il suo lavoro anche Hatice, ragazza madre 27enne che ora lascia orfano il suo bambino di soli 3 anni. Lei era nello staff della sicurezza quando l’attentatore ha fatto la sua strage al Reina. E tra le vittime ci sono anche e soprattutto i dipendenti della discoteca. Come Kenan Kutluk, sposato con due figli, e di professione cameriere. O Burak (21), il giovane poliziotto caduto durante l’attacco.

E poi c’è anche Mustafa Jalal Ahmed Abbas, studente della Kemerburgaz Universitesi di Istanbul e proveniva dall’Iraq e il personal trainer Elias Wardini, cittadino libanese che si trovava al Reina Club con la sua fidanzata. Lei, scampata miracolosamente all’attentato. Proprio come i cinque italiani che avevano scelto il locale della capitale turca per trascorrere il loro capodanno.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 02-01-2017 01:17 PM


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