È un Paese per transgender

L'Iran è una nazione ricca di contraddizioni. Se da una parte punisce l'omosessualità con la pena di morte, dall'altra paga l'operazione a chi vuole cambiare sesso. Ecco perché.

sub-buzz-6333-1482170011-1Che strano Paese che è l’Iran. Una nazione piena di contraddizioni interne. Soprattutto quando si parla di religione. Perché se da una parte lo stato guidato da Hassan Rouhani punisce l’omosessualità, dall’altra incentiva il cambiamento di sesso. Tanto che l’Iran è diventata meta per gli omosessuali del Paese che hanno intenzione di fare la transizione di genere per non incappare in pene davvero severe. Un dato, questo, che si fonde con storie di vita vissuta. Di persone comuni come Sorena, 17enne di Shiraz, i cui impulsi sessuali non corrispondono col suo corpo. Lui, figlio più giovane di una famiglia numerosa, sogna sin da piccolo di essere femmina. Un desiderio che in Iran si potrebbe realizzare molto più rapidamente che in altri Paesi. Perché la riassegnazione chirurgica del sesso qui non è solo permessa, ma addirittura sovvenzionata dal governo: «Sei transessuale e devi operarti. La nostra religione lo accetta», gli ha spiegato una volta l’imam con cui si era confidato.

Ma prima di Sorena, è stata la trans Maryam Khatoon Molkara a tracciare la strada per chi voleva cambiare sesso. Lei era andata a chiedere il permesso all’allora Ayatollah Khomeini in quel periodo (metà Anni ’60) in esilio a Parigi. Si era presentata vestita da uomo, con la barba e il seno gonfio di ormoni. Voleva la benedizione del leader spirituale del Paese in cui viveva. Non riuscì a ottenerla. Anzi, quando Khomeini riconquistò il potere in Iran, Maryam venne rinchiusa in manicomio. Nel 1986 andò nuovamente da Khomeini. Questa volta a Teheran. Aveva il Corano in mano e le scarpe attorno al collo, simbolo sciita per chi cerca rifugio. Solo grazie all’intercessione del figlio dell’Ayatollah le venne permesso di cambiare sesso.

Da allora, anche grazie a lei, molti altri trans seguirono il suo esempio. E tra il 2006 e il 2016 circa 1400 persone si sono sottoposte alla riassegnazione chirurgica del sesso con il sussidio del governo. In questo modo l’Iran è diventato meta dei transgender musulmani perseguitati altrove. Perché se per i sunniti il genere biologico è inalterabile, per gli sciiti l’operazione rivela il vero genere. Non tutto ciò che luccica è però oro. Soprattutto perché molti transgender si sottopongono all’intervento solo perché non farlo li etichetterebbe come omosessuali e quindi punibili per legge.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , Data: 28-12-2016 06:34 PM


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