Non strappatele le ali

Niloofar Rahmani è la prima donna afghana ad essere diventata una pilota. Attirando su di sé molte critiche e diverse minacce, anche gravi. Così ha fatto richiesta d'asilo agli Stati Uniti. E il governo del suo Paese si è infuriato.

niloofar rahmaniEra stata nominata tra le donne più badass del 2015, ma la popolarità di Niloofar Rahmani, la prima pilota donna afghana, deve aver dato fastidio a qualche suo connazionale. Al punto da spingerla a richiedere asilo agli Stati Uniti, e continuare a volare, sì, ma sotto l’egida della bandiera a stelle e strisce. Il suo avvocato, Kimberly Motley, ha infatti rivelato alla Afp che Niloofar e la sua famiglia avrebbero ricevuto delle gravi minacce. La pilota, che ha trascorso gli ultimi 18 mesi negli Stati Uniti per completare il proprio addestramento, sarebbe dovuta ritornare in Afghanistan il 24 dicembre, ma all’ultimo ha rinunciato. Attirando le ire del governo del suo Paese.

ASILO RESPINTO
Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, un portavoce del ministro della difesa afghano avrebbe accusato Niloofar di avere paura della guerra, e di aver «tradito» il suo Paese, che da lei si aspettava potesse diventare «un modello per le altre giovani afghane». Secondo Le Figaro, Niloofar avrebbe fatto richiesta d’asilo nel corso dell’estate 2016, ma la sua domanda sarebbe stata respinta perché un ritorno in Afghanistan non presenterebbe concreti pericoli per la sua incolumità.

NON SONO LE PRIME MINACCE
Classe 1992, Niloofar decise di unirsi alla Afghan Air Force nel 2010, ad appena 18 anni di età. Si diplomò nel giro di due anni, e nel 2013 la sua storia venne pubblicata in tutto il mondo. In merito alla richiesta d’asilo, il portavoce del ministro della difesa afghano la accusa di aver mentito, ma non è la prima volta che la pilota denuncia pubblicamente le minacce ricevute, a cui si accenna persino nel sito governativo del Dipartimento di Stato degli Usa. La differenza è che prima le intimidazioni arrivavano da Talebani e famigliari, mentre stavolta Niloofar avrebbe puntato il dito contro i suoi colleghi uomini.

CHI HA RAGIONE?
Tra gli altri timori, c’è quello che la richiesta d’asilo di Niloofar potrebbe avere degli effetti controproducenti sull’arruolamento di donne all’interno dell’aviazione afghana, e in particolare per il loro addestramento all’estero, scrive il New York Times. La stessa storia, vista da due punti di vista differenti: da una parte chi accusa la pilota di egoismo e di smorzare le speranze delle giovane afghane, dall’altra Niloofar stessa che invece accusa le forze armate del suo Paese di tollerare accuse e minacce nei suoi confronti.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: Data: 27-12-2016 05:12 PM


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