Le dimissioni corrono sul tweet

Giuliano Poletti sui cervelli in fuga: «Alcuni di questi è meglio non averli più fra i piedi». L'opinione pubblica si indigna. E sui social dilaga un hashtag che chiede al ministro dell'economia di lasciare il proprio ruolo.

Giuliano Poletti«Bene così: conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi». Non sono piaciute praticamente a nessuno le parole di Giuliano Poletti sui 100 mila italiani che nel 2015 hanno lasciato il nostro Paese per andare a cercare fortuna all’estero. La dichiarazione è arrivata in quel di Fano, dove il ministro del Lavoro ha risposto alle domande dei giornalisti: «Bisogna correggere un’opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100 mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100 mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei ‘pistola‘».

TANTA RABBIA, POCA IRONIA
Se è vero che la seconda parte della frase corregge un po’ il tiro rispetto al concetto espresso nella ‘sparata’ iniziale, è proprio quest’ultima a essere finita sui titoli dei giornali. E, di conseguenza, sui social, dove Poletti è stato preso di mira dall’hashtag #PolettiDimettiti. Poche battute e nessuna ironia, stavolta, ma tanta rabbia nei confronti di un ministro che già in passato si era lasciato andare a dichiarazioni poco condivisibili e le cui politiche sul lavoro hanno sempre destato forti perplessità, a partire dai famigerati voucher.

INUTILI SCUSE
Poche ore più tardi, Poletti ha cercato di scusarsi: «Penso, semplicemente, che non è giusto affermare che a lasciare il nostro Paese siano i migliori e che, di conseguenza, tutti gli altri che rimangono hanno meno competenze e qualità degli altri. Ritengo, invece, che è utile che i nostri giovani possano fare esperienze all’estero, ma che dobbiamo dare loro l’opportunità tornare nel nostro paese e di poter esprimere qui le loro capacità e le loro energie». Ma il danno, ormai, era fatto. E, ancora il giorno dopo, sui social domina ancora quell’hashtag: #PolettiDimettiti.



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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 20-12-2016 12:10 PM


Una risposta a “Le dimissioni corrono sul tweet”

  1. Gaspare scrive:

    LE SCUSE NON BASTANO DIMETTITI INSIEME A MATTARELLA CHE NON HA AVUTO NEMMENO UNA FRASE DI RAMMARICO PER LE PAROLE UMILIANTI DI UN MINISTRO INDEGNO E DA LUI RICONFERMATO ! CHE HANNO MORTIFICATO 60 MILIONI DI ITALIANI !

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