«Le Marchi all'Isola? Sistema malato»

di Alessia Albertin
Stefania Nobile e la madre Wanna, alla fine, sono state escluse dall'Isola dei Famosi. L'avvocato Marco Marzari aveva commentato con LetteraDonna il clamoroso ritorno delle ex truffatrici.

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Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile non parteciperanno più all’Isola dei Famosi 2017, su Canale 5 dal 30 gennaio 2017.
Una decisione annunciata da Mediaset dopo le tantissime polemiche che si erano scatenate dopo la notizia (in particolare la campagna di Antonio Ricci) spiegando che l’editore «ha giudicato inopportuna la loro partecipazione a un programma Mediaset». Wanna Marchi e Stefania Nobile, «rendendosi conto del clamore suscitato dalla loro originaria inclusione nel cast della trasmissione L’isola dei famosi, confermano avere concordato con l’azienda la propria assenza dal cast, ciò per non compromettere il rapporto con la società produttrice e l’emittente».

LetteraDonna aveva intervistato l’avvocato Marco Marzari, che ha assistito 23 delle vittime di Wanna Marchi e soci, per commentare la loro clamorosa partecipazione.

 

A volte ritornano. Dopo oltre 10 anni di assenza dagli schermi, Wanna Marchi è pronta per riapparire davanti ai riflettori. Il palcoscenico scelto per il suo riscatto televisivo è un’isola dell’Honduras, dove si prepara a raggiungere insieme alla figlia Stefania Nobile gli altri naufraghi dell’Isola dei Famosi. L’annuncio ufficiale della presenza delle due ex-teleimbonitrici nel cast della 12esima edizione del reality show di Canale 5 è arrivato durante la trasmissione del 10 dicembre di Verissimo. E già fa discutere.
La notorietà di Wanna Marchi e della figlia, infatti, è legata a una maxi truffa televisiva ai danni di decine di persone, per la quale le due donne sono state condannate in via definitiva a nove anni di reclusione. Una vicenda iniziata negli Anni ’90, quando le due teleimbonitrici conoscono Mário Pacheco do Nascimento, un cameriere di origini brasiliane a cui propongono di fingersi ‘mago’ e ‘maestro di vita’ con poteri paranormali per raggirare i telespettatori e convincerli a consegnare loro ingenti somme di denaro.
L’associazione a delinquere venne scoperta e denunciata da Striscia la Notizia, grazie all’aiuto di attori e telecamere nascoste. Ma quando i rei finiscono alla sbarra, sono già molte le vittime finite nella rete dei truffatori. «Hanno causato molta sofferenza e un gran senso di colpa»,  spiega a LetteraDonna l’avvocato Marco Marzari che ha assistito 23 delle vittime di Wanna Marchi e soci: «Queste persone hanno subito tutto all’insaputa dei loro familiari, perché una delle condizioni imposte era che non dicessero nulla. Hanno messo a repentaglio i risparmi di una vita, destinati ai figli, agli studi». La maggior parte delle vittime oggi sono state risarcite, sia dei danni patrimoniali che di quelli morali. Altre lo sono state solo parzialmente e aspettano la vendita dei beni sequestrati ai condannati per essere liquidate.
Oggi, il loro prossimo rientro in televisione dalla porta principale – c’era da aspettarselo – lascia perplessi i più. La signora Marchi, tra l’altro, ha rivelato in una recente intervista che era in lizza per partecipare al Grande Fratello Vip, ma all’ultimo la produzione ha deciso di escluderla.

marzariDOMANDA: Avvocato Marzari, dopo aver scontato la loro pena, Vanna Marchi e Stefania Nobile tornano in tivù. Che cosa pensa di questo ritorno sullo schermo?
RISPOSTA: Penso tutto il male possibile del sistema dello show business che in virtù dell’audience digerisce tutto. Loro hanno trovato qualcuno che gli dà la possibilità di riciclarsi, di tornare ad avere una visibilità e anche dei soldi, perché dovrebbero dire di no? È il sistema che mi sembra un po’ malato: i microfoni dovrebbero darli alle vittime, invece ci si strappano le vesti e poi si dà visibilità a queste persone.
D: Lei ha assistito 23 delle persone truffate dalla coppia. Che impatto potrebbe avere sulle vittime questo loro ritorno?
R: Certo non credo che ci rimarranno tanto bene. Però è anche vero che sono passati dieci anni dai fatti e penso che queste persone ci abbiano anche messo una pietra sopra.
D: L’Isola dei Famosi è considerato da alcuni come il reality delle seconde chance. La partecipazione di Marchi e Nobile allo show potrebbe trasformarsi in un riscatto dopo le vicende giudiziarie? Una sorta di assoluzione popolare?
R: Temo di sì, perché quel tipo di programma è diventata un refugium peccatorum. Anche trasmissioni in cui passa gente meno famosa, tipo il Grande Fratello, solo in virtù del fatto di essere stati due mesi in una stanza, fanno serate e partecipazioni televisive. Quelli che un po’ di notorietà ce l’avevano anche prima in questo modo riescono a riciclarsi e guadagnano nuova credibilità.
D: Secondo lei è giusto che personaggi come Vanna marchi, dopo aver pagato il conto con la giustizia, possano essere riabilitati in questo modo?
R: La riabilitazione è il principio, oltre che costituzionale, del nostro sistema giudiziario. Una volta che il reo fa i conti con la giustizia, è giusto che venga riabilitato e che abbia una seconda chance. Ora, però, il caso particolare è che queste tornino in televisione e abbiano la possibilità di dire, come io sono pronto a scommettere che succederà, che sono state delle vittime loro di una giustizia malata che ha voluto dare credito a delle casalinghe frustate. Questo mi sembra che non sia più una riabilitazione del reo, ma una cosa malata permessa da un sistema che non guarda in faccia nessuno.
D: Durante il processo  ha toccato con mano il problema della tutela degli utenti da un uso strumentale del mezzo televisivo, utilizzato in questo caso per truffe a vasto raggio. Che conseguenze potrà avere la riabilitazione delle due in tivù?
R: Spero sinceramente che la loro esperienza finisca lì, che non si apra a una nuova fase della loro popolarità, con nuove trasmissioni o addirittura che non ricomincino, anche se tenderei ad escluderlo, a fare quello che facevano prima. Dipenderà anche da quanto la loro presenza riuscirà a non scandalizzare e ad alzare l’audience della trasmissione. Se si riveleranno un flop, perchè magari la gente è più intelligente di quello sembra, allora si fermeranno lì.
D: I concorrenti dell’Isola dei Famosi, come suggerisce il nome, di solito provengono dal mondo dello spettacolo. Da questo punto di vista Vanna Marchi e la figlia fanno eccezione, eppure il loro nome è conosciuto in tutta Italia. Le vicende giudiziarie le hanno dunque rese ‘famose’?
R: Forse il concetto andrebbe rivisto. Basta aver fatto una comparsata in un quiz e poi si va a fare questo genere di trasmissione che invece diventa il vero trampolino di lancio per diventare ‘famoso’, o meglio noto, perché c’è una differenza tra fama e notorietà televisiva.
D: Che messaggio passa ai telespettatori?
R: Passa il principio che la notorietà, che se ne parli bene o che se parli male, paga sempre. La televisione passa tutto perché l’importante è che se ne parli. Che basta fare anche qualcosa di poco etico, ma se fa spettacolo, se fa audience va bene, premia, paga.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 16-01-2017 11:30 AM


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