Una donna dopo Hollande?

Dal 22 al 29 gennaio 2017 in Francia sono in programma le primarie di sinistra per la corsa all'Eliseo. Fino a ora, a fare richiesta di candidatura sono stati in sette. Tra cui Marie-Noëlle Lienemann. Ecco chi è.

marie-noelle_lienemannCon un tasso di popolarità che si aggira intorno al 4%, è il presidente francese meno amato dai tempi della seconda guerra mondiale. Adesso François Hollande è anche il primo a decidere di non presentarsi per il secondo mandato. Lo ha annunciato il primo dicembre con un discorso in tivù.

L’UNICA DONNA CANDIDATA (PER ORA)
Le richieste di candidatura alle primarie di sinistra possono essere presentate dall’1 al 15 dicembre quindi esaminate a approvate il 17, data d’inizio (ufficiale) della campagna elettorale. Hollande ‘depennato’, fino a ora si sono presentati in sette: il presidente del Front démocrate Jean-Luc Bennahmias, il socialista ed ex ispettore del lavoro Gérard Filoche, l’ex ministro dell’educazione Benoît Hamon, il fondatore del partito Nouvelle Donne Pierre Larrouturou, l’ex ministro dell’economia Arnaud Montebourg, il presidente del partito Ecologiste François de Rugy e la senatrice socialista Marie-Noëlle Lienemann. Quest’ultima, per ora, è l’unica donna in lizza. Ecco cosa sappiamo su di lei.

FORMAZIONE
È nata il 12 luglio 1951 a Belfort, comune a nord-est della Francia. Dopo il liceo ha studiato chimica alla Scuola normale superiore di Cachan, per poi ottenere un diploma di specializzazione all’Università Paris-Sud. Ha insegnato fisica in diversi istituti e ha condotto corsi di urbanismo e ambiente al Conservatorio nazionale di arti e mestieri e all’Università Sorbona, a Parigi.

LA POLITICA
Nel 1971 è diventata membro del partito socialista. Attualmente senatrice, è stata, tra le altre cose, deputata europea, ministro dell’edilizia nel governo di Pierre Beregovoy, sindaco di Athis-Mons, e vicesindaco di Hénin-Beaumont e Massy.

LA CANDIDATURA
Già durante l’estate Lienemann aveva annunciato l’intenzione di correre per le presidenziali: «La mia candidatura poggia la sua legittimità sulla costanza delle mie lotte – la difesa dei più deboli, della classi più povere e dei lavoratori – con il coraggio di affrontare le avversità senza rinunciare», ha scritto sul suo sito web della campagna. Il suo progetto, riporta Le Monde, è quello di riparare l’operato di Hollande che, ha detto la socialista, è «pesantemente fallito».

UN  PROGRAMMA DI «GIUSTIZIA SOCIALE»
L’intenzione dell’ex europarlamentare è quindi soprattutto quella di lavorare per una politica di «giustizia sociale», con un immediato aumento del salario minimo a 1300 euro al netto mesi e poi a 1 500; ma anche un «piano di recupero di 35 miliardi di euro» nel 2017 per rivalorizzare le piccole pensioni e garantire la creazione di un reddito di base per i minori di 28 anni.

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