Odiava il Líder, amava il fratello

La notizia della morte di Fidel Castro ha raggiunto la sorella Juanita a Miami. Combatterono insieme per la rivoluzione, ma lei non accettò la svolta comunista. Scelse l'esilio. Oggi condanna chi esulta per la morte del Líder Máximo.

juanita castroÈ stata una delle più dure oppositrici di suo fratello, ma alla sua morte non si è rallegrata. Juanita, sorella di Fidel Castro, non ha nascosto di aver provato un grande dolore per la scomparsa del Líder Máximo, accresciuto dallo sdegno di vedere molti esuli cubani ballare ed esultare per la notizia: «Non è cristiano. Non è umano», ha spiegato al New York Times.

LA ROTTURA
Aveva aderito agli ideali della rivoluzione, Juanita, lottando in prima persona per rovesciare il regime di Batista. Allora la svolta comunista di Castro era ancora di là da venire. Ma quando Fidel si schierò apertamente con l’Urss, lei disse basta. Finendo addirittura per collaborare con la Cia, tra i più grandi nemici di Castro, e aiutando diversi cubani a lasciare l’isola. Gli stessi cubani i cui figli, probabilmente, sono scesi a festeggiare nelle strade la morte del fratello.

INDISSOLUBILE LEGAME DI SANGUE
Dietro la rottura c’erano anche faccende economiche: Fidel e il fratello Raul erano così convinti della Rivoluzione che decisero di includere nella riforma agraria (che aboliva la proprietà privata) persino le proprietà di famiglia. Fu quella la scintilla da cui scaturì una rottura insanabile, profonda. Ma che comunque non ha mai spezzato quel legame di sangue che Juanita ha sottolineato in un’intervista a La Stampa.

FIDEL COME TRUMP, MA CON IL CERVELLO
Ormai, per Juanita, Cuba è un ricordo lontano: «Morirò qui», dice da Miami. Ma continua a sperare che Raul possa dare al regime gli ultimi colpi, prima di aprire definitivamente la strada alla democrazia. I primi segnali ci sono già stati, come gli accordi presi con Obama. Ora, però, Juanita teme molto Trump, che paragona al fratello defunto: «L’unica cosa che li differenzia è che uno ha i soldi, ma l’altro aveva il cervello», dice pensando con rammarico alle opportunità che Fidel ha buttato via in mezzo secolo. Ora, a Juanita, è rimasta una famiglia molto piccola, racconta al New York Times, e si dispiace che non sia quel tipo di famiglia dove uno fa forza all’altro quando qualcuno scompare. «Vivo con il dolore nel cuore, ma accetto il mio destino. Perdono tutti, anche mio fratello».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 30-11-2016 07:20 PM


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