Sognando la East Coast

di Anna Luciani
Il fiume a Bellingen, le cascate di Dorrigo Park e incontri speciali. Tra musicisti hippies e famiglie affollate. Il viaggio australiano di Anna continua. Questa volta verso Nord.

L’avventura australiana di Anna e Simone continua. Dopo l’ultima tappa ‘into the wild’ nella Whitegum Community, si riparte per il Nord. Il racconto per la nopstra rubrica La mia Australia.

Eravamo impazienti di andare al Nord.
Dopo aver trovato un mezzo autonomo per spostarci – un furgone camperizzato, come si usa qui per i viaggi all’avventura – eravamo pronti per ripartire. La Pacific Highway è la strada che collega Sydney con l’estremo Nord del Paese. Tre mila chilometri lungo tutta la East Coast: spiagge infinite e mare azzurro dalle onde perfette, il sogno di tutti i surfisti. Ma prima un piccolo contrattempo ha ritardato la partenza.

camper

CAPATINA VERSO SUD
Il nostro campervan (che rivenderemo a fine viaggio), essendo di seconda mano, ha richiesto qualche controllo in più del previsto. L’officina di riferimento si trovava a due ore a sud di Sydney, così abbiamo colto l’occasione per trascorrere un paio di giorni insieme ad Allan, il nostro couch a Jervis Bay: un susseguirsi di spiagge bagnate da un mare calmo e ristallino. Hyams beach si dice essere quella che ha la sabbia più bianca al mondo.
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SOSTA SUL FIUME
Nonostante ogni angolo dell’Australia nasconda paesaggi mozzafiato che meriterebbero soste adeguate, dopo pochi giorni abbiamo salutato a malincuore Allan e la sua casa nella baia frequentata da canguri e pellicani. Dovevamo partire. Con il campervan «come nuovo» abbiamo finalmente imboccato la Pacific Highway alla scoperta della leggendaria costa orientale dell’Australia. L’unica tappa sicura del percorso era Byron Bay, ma 800 chilometri di fila ci sembravano troppi. Dove fermarci? A Bellingen, paesino affacciato sul fiume e porta d’accesso per il Dorrigo Park. Luogo poco turistico ma molto autentico: proprio i posti che cerchiamo noi.
pellicani

FORESTE E CASCATE
Appena partiti avevamo inviato alcune richieste di ospitalità tramite Couchsurfing, ma una volta giunti in paese non era arrivata ancora nessuna conferma. Senza perderci d’animo abbiamo proseguito lungo la strada per qualche km verso Nord raggiungendo il Dorrigo Park. Il parco nazionale è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità per la biodiversità che racchiude.
Ci sono interessanti camminate che partono dal Dorrigo Park Center in mezzo alla foresta pluviale subtropicale, fino ad arrivare alla Crystal Falls. Oppure, facilmente raggiungibile in auto, le Dangar Falls, a nord di Dorrigo: cascate createsi lungo i solchi scavati dalle colate laviche dell’antico Vulcano Ebor.
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L’ARRIVO A BELLINGEN
Tornati a Bellingen la domenica sera non avevamo ricevuto ancora nessuna notizia dai nostri couch! Eravamo giù di morale, ma il paese era avvolto da un’atmosfera rilassante: il fiume, gli alberi di jacaranda in fiore e musica folk proveniente da un pub animato e vivace. Ci siamo seduti per una birra, facendoci contagiare dall’allegria generale, e siamo rimasti colpiti da uno dei musicisti che si stava esibendo live dopo aver  fatto un interessante discorso sull’ambiente. Simone ed io lo abbiamo tenuto d’occhio tutta la sera ma alla fine non abbiamo trovato un momento opportuno per fermarlo, un po’ per timidezza, un po’ perché non volevamo essere invadenti. Peccato… L’idea di vivere Bellingen come semplici turisti non rientrava nei nostri piani. Volevamo conoscere qualcuno perché sono le persone aa rendere speciale e unico ogni luogo e ogni tappa del viaggio.
pubINCONTRI SPECIALI
L’indomani, dopo un giro in canoa lungo il fiume Bellinger, carichi di video e fotografie interessanti ma purtroppo senza aver conosciuto nessuno, proprio mentre ci stavamo preparando per tornare sulla costa, scorgo il musicista in una stradina secondaria.
«Simo è destino. Fermati che lo raggiungo».
Mi sono messa a correre ma il ragazzo era sparito. Sentivo solo il suono di percussioni lungo la via. Seguendo la musica mi sono affacciata sul retro di un teatro e l’ho visto suonare accompagnando un gruppo di danza africana. E quando mi ha fatto segno di unirmi alla lezione non ho potuto tirarmi indietro. Due ore di balli sfrenati, divertenti e liberatori, e alla fine un appuntamento per il giorno dopo sulla collina a casa del musicista: Jesse.
Nel frattempo io avevo fatto amicizia con l’insegnante: una ragazza di 30 anni circa, che vive con Zac e i loro sei figli. Janelle, è il suo nome, ci ha inviato a passare la notte a casa sua in compagnia della sua bella famiglia. La nostra giornata aveva improvvisamente cambiato colore.
cena

LA COMUNITÀ
Quella di Zac e Janelle è una famiglia numerosissima, vivono in mezzo alla campagna con un cane, le galline e le caprette. I bambini hanno dai sei mesi ai nove anni, sono scatenati e molto autonomi. Quello che non ti aspetti in una famiglia così ‘affollata’ sono i sorrisi stampati costantemente sui loro volti, la serenità che si respira e che riescono a trasmettere. Ognuno ha i suoi spazi, a partire dai genitori, ma nulla toglie tempo allo stare insieme. Loro sono uniti, caotici, colorati e felici! Non sarà facile, ma è possibile.

casajanelleDA SYDNEY ALLA CAMPAGNA
Janelle prima viveva a Sydney. Ha deciso di trasferirsi qui per dare più libertà ai bambini, per avere una vita più a contatto con la natura. Prima di affittare la casa in cui stanno ora, vivevano anche loro in una comunità nel bosco: la Shambala community. A quanto pare questo tipo di comunità in Australia sono realtà più diffuse di quanto pensassimo. Siamo stati con lei e Zac a conoscere alcuni dei loro ex vicini. È stato interessante perché quando in Italia si parla di comunità non sempre la si associa ad un significato positivo. Qui invece ti rendi conto che comunità significa unirsi, tra famiglie, e scegliere uno stile di vita alternativo, decoroso e rispettoso dell’ambiente e delle regole. Semplicemente si rinuncia alla vita di città, si rinuncia a qualche comodità, per realizzare quello che è il modo di vivere che si ritiene più opportuno. Abbiamo conosciuto signori oltre la sessantina con case bellissime, fatte a mano, pulite, confortevoli, decorate, immerse in una natura avvolgente. Acqua piovana, pannelli solari, compost toilette. Perfettamente accessoriate e funzionali.
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JESSE, IL MUSICISTA
Scelta simile l’ha fatta anche Jesse, che vive in cima ad una collina poco fuori dal paese. Siamo stati in sua compagnia un’intera mattina. Ci ha parlato molto della sua passione per la natura e la musica.
È impegnato attivamente nella preservazione dell’ambiente: oltre ad uno stile di vita sostenibile, devolve parte del ricavato del suo lavoro per il finanziamento di attività a protezione delle foreste in tutto il mondo.
Jesse è anche cultore delle tradizioni aborigene della sua terra. Ha la casa invasa da tantissimi strumenti musicali, ma quelli che predilige sono i didgeridoo, tipici della cultura aborigena australiana. Artigiano e musicista, ci ha mostrato alcune dei didgeridoo da lui creati, suonandoli per noi in una sorta di rituale di rilassamento e purificatore: prima io, poi Simone, ci siamo distesi all’ombra degli alberi mente Jesse suonava su di noi questo strumento dalle vibrazioni profonde e forti. Un’esperienza difficile da spiegare, liberatoria e di riconnessione con il mondo circostante. Janelle ci ha detto che a Bellingen non si capita mai per caso. Noi dovevamo conoscere loro!
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Publicato in: Attualità, Donne della settimana, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 02-12-2016 12:35 PM


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