Lettere da Lisbona

di Matteo Innocenti
Fernando Pessoa, morto il 30 novembre del 1935, amò la poesia e solo una donna: Ofélia Queirós. La loro fu una relazione segreta e tormentata, di cui rimane solo lo scambio epistolare.

Fernando Pessoa, considerato insieme a Camões il più grande poeta di lingua portoghese, scomparve a soli 47 anni il 30 novembre 1935. Morì celibe e, a distanza di tanti anni, si conosce solo una donna che sia stata legata a lui sentimentalmente: Ofélia Queirós, con cui ebbe una travagliata relazione durata in tutto 11 mesi, ma ‘spalmata’ su un periodo di dieci anni.

L’INCONTRO E LA NASCITA DELL’AMORE
Ofélia Maria Queirós Soares nacque a Lisbona il 14 giugno 1900, figlia di Francisco dos Santos Queirós e di Maria de Jesus Queirós, originari dell’Algarve, e ultima di otto fratelli. Appassionata di matematica, sognava di fare l’insegnante ma si rassegnò a fare la dattilografa, pur continuando a studiare per conto suo l’inglese e il francese, avvicinandosi poi alla letteratura. Conobbe Pessoa a 19 anni, nello studio della Baixa dove lei era impiegata e lui si recava per inviare i suoi lavori di traduzione. Visti i dodici anni di differenza tra i due, Pessoa la trattava come una bambina, tuttavia fu vero amore, fatto di scambi epistolari e, si suppone, non solo. Ma anche complicato, a causa del carattere del poeta, sempre pieno di tormenti. Questa prima fase della relazione tra Fernando e Ofélia ebbe un inizio e una fine precisi: dal 1° maggio 1920 al 29 novembre dello stesso anno. Sette mesi. Tutto finì per il trasferimento di lei dalla parte opposta di Lisbona, dal conseguente crollo nervoso del poeta e dal ritorno in città della madre, dopo la morte del patrigno. A porre fine alla storia fu Pessoa, con una lettera alla sua ‘Ophelinha’, dove scrisse queste parole: «L’unica soluzione è questa: non prolungare oltre una situazione che ormai non trova più una giustificazione nell’amore, né da una parte né dall’altra. Da parte mia, almeno, resta una stima profonda, un’amicizia inalterabile. Lei non mi negherà altrettanto, vero? Né lei, Ophelinha, né io, abbiamo colpa di tutto questo. Solo il Destino ne avrebbe la colpa, se il Destino fosse una persona a cui poter attribuire delle colpe».

Fernando Pessoa nella sua Lisbona e, a destra, nella foto che lo riavvicinò a Ofélia.

Fernando Pessoa nella sua Lisbona e, a destra, nella foto che lo riavvicinò a Ofélia.

IL RIAVVICINAMENTO E POI L’ADDIO
Così, Ofélia e Fernando presero strade diverse: lei dopo qualche tempo smise di lavorare e si trasferì a casa della sorella, lui fu assorbito completamente dalla letteratura. Ma la passione, così come l’amore, erano solo sopiti. I due si incontrarono di nuovo dieci anni dopo, quando Pessoa cominciò a frequentare il nipote di Ofélia, Carlos Queirós, anch’esso poeta. Galeotta questa volta fu una foto, quella dell’ex fidanzato che Ofélia vide da Carlos e di cui chiedette una copia. Pessoa la accontentò, e da quel momento ricominciò lo scambio epistolare: era l’11 settembre 1929. Questa storia, favorita anche dall’arrivo del telefono, fu però ancor più effimera della precedente, visto che si esaurì esattamente quattro mesi dopo, l’11 gennaio 1930. Troppa confusione nella vita di Pessoa, troppe personalità le sue, che non rimanevano confinate agli eteronimi usati nei suoi scritti.

UNA PASSIONE RIMASTA A LUNGO SEGRETA
I loro rapporti rimasero però cordiali, per quella manciata di anni che a Pessoa rimaneva da vivere. Nel 1936 Ofélia fu assunta al Secretariado Nacional de Informação, dove avveniva pianificazione della propaganda dell’Estado Novo di Salazar. Grazie al suo lavoro, conobbe il teatrólogo Augusto Soares, che sposò nel 1938. Ofélia invece visse fino a 91 anni, senza avere figli e andandosene il 18 luglio 1991, sempre nella sua Lisbona. La città che rimane indissolubilmente legata alla figura di Pessoa (con tanto di statua dedicata) e che, nella sua Biblioteca Nazionale conserva le più di cento lettere inviate da Ofélia al poeta, che le aveva impacchettate in un baule di biancheria. Se queste furono pubblicate solo nel 1991, 48 di quelle che Pessoa scrisse alla sua amata furono invece rese note da Ofélia già nel 1978. Questa corrispondenza è rimasta l’unica testimonianza del loro amore, vissuto con la massima discrezione e tenuto nascosto, all’epoca, a famigliari e amici.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 30-11-2016 01:15 PM


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