L'olio di palma lo fanno i bambini?

Secondo un rapporto di Amnesty International il prodotto utilizzato da molte grandi aziende, tra cui Colgate, Nestlé e Kellogg's, è spesso frutto del lavoro minorile.

olio di palmaLo sfruttamento del lavoro infantile è un dramma che dovrebbe interessare tutti. Se non altro perché moltissime persone, in tutto il mondo, utilizzano spesso (più o meno consapevolmente) prodotti che sono stati fabbricati proprio attraverso l’abuso del lavoro minorile. Davanti a questa realtà chiudono gli occhi molti consumatori, ma soprattutto molte aziende.

IL RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL
Secondo un rapporto di Amnesty International riportato da Huffington Post France, diverse multinazionali continuanao a commercializzare prodotti primari o cosmetici a base di olio di palma la cui produzione è viziata da molti fattori. Uno tra tutti lo sfruttamento dei bambini nelle piantagioni indonesiane.

LAVORI PESANTI
Il rapporto, intitolato Il grande scandalo dell’olio di palma: sugli abusi in materia di lavoro dietro le grandi marche, mette in evidenza che ragazzi di età compresa dagli otto ai 14 anni sono sottoposti a lavori estremamente pesanti: trasportano sacchi dai 12 ai 25 chilogrammi e operano senza alcuna protezione in piantagioni dove vengono utilizzati diversi pesticidi e sostanze tossiche. Molti giovani, ha aggiunto Amnesty nel suo report, lasciano la scuola per gran parte della giornata per aiutare i propri parenti nel lavoro.

NON SOLO BAMBINI
Le donne sono costrette all’attività per molte ore con la minaccia di veder diminuire il loro salario, già al di sotto del minimo (guadagnano l’equivalente di 2 euro e 30 al giorno). «Molte aziende chiudono gli occhi davanti allo sfruttamento dei lavoratori e grandi marche continuano ad approfittare di pratiche illecite e deplorevoli», ha sottolineato ancora l’organizzazione.

LE AZIENDE IMPLICATE
Con l’indagine effettuata da Amnesty è emerso che almeno nove multinazionali sono implicate, oltre a quelle già citate ci sarebbero NestléColgateUnilever, Kellogg’s, Elevance, AFAMSA, ADM, Procter & Gamble e Reckitt Benckiser.

LA WILMAR
Per redigere il rapporto, Amnesty ha parlato con 120 lavoratori impiegati nelle piantagioni appartenenti a due filiali di Wilmar (gigante singaporiano delle materie prime agricole) e con tre fornitori di questa società in due grandi regioni indonesiane. Wilmar, ha sottolineato l’ong, ha riconosciuto di avere dei problemi relativi alla mano d’opera. Sette delle nove aziende coinvolte, riporta Repubblica, hanno confermato di utilizzare l’olio fornito dalla Wilmar, otto su nove dichiarano sui siti ufficiali di utilizzare olio di palma ‘sostenibile’, ma nessuna di loro ha portato un esempio di azioni intraprese per accertarsi della giusta gestione del lavoro nelle piantagioni. Amnesty International ha così deciso di provare a fare chiarezza avviando una campagna che spinga le aziende a sapere ai consumatori se e quali sono i loro prodotti che contengono olio di palma che arriva dalle piantagioni della Wilmar in Indonesia.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , Data: 30-11-2016 02:39 PM


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