«In carcere la vita è più facile»

Condannata come mandante dell'omicidio del suo ex Maurizio Gucci, Patrizia Reggiani ha passato 16 anni in galera. Da ottobre è uscita definitivamente. In un'intervista ha raccontato il periodo di reclusione.

patrizia reggianiEra il 27 marzo 1995 quando Maurizio Gucci, erede della nota casa di moda, veniva freddato nel palazzo di Milano in cui lavorava, in via Palestro. Uno sconosciuto alle sue spalle gli sparò tre colpi alla nuca che non lo uccisero subito. Fu il quarto quello mortale.

L’EX MOGLIE SI È SEMPRE PROFESSATA INNOCENTE
Dopo diverse indagini, scartate i moventi di tipo ‘economico’, gli inquirenti si concentrarono sulla ex moglie, Patrizia Reggiani, che fu infine condannata a 26 anni di reclusione come mandante dell’omicidio. Effettivamente ne ha scontati 16, a San Vittore: da ottobre è definitivamente libera. «Non sono colpevole, lo ripeto, non sono stata io a ordinare l’agguato, ma non sono nemmeno innocente, perché a causa dei miei comportamenti ho involontariamente messo in moto una catena di eventi che hanno poi portato alla morte di mio marito», ha detto la donna in un’intervista rilasciata a Il Giorno. «Ho peccato di ingenuità», ha aggiunto.

NON HA MAI RINUNCIATO ALLA SUA ‘VECCHIA’ VITA
Nonostante il lungo periodo di reclusione nel Victor Residence (così chiama il carcere), la Reggiani non è mai uscita dal suo ‘mondo dorato’, né ha mai rinunciato ai suoi interessi, come la lettura, la cura di sé, e ovviamente la moda: «Quando potevo uscivo, andavo dal parrucchiere, poi andavo a fare acquisti nelle boutique per me e le mie figlie», ha raccontato ancora al quotidiano milanese. E ha precisato: «Se c’erano i soldi, ovviamente, altrimenti compravo solo per me». Il suo amore per lo stile e la bellezza ha giovato anche alle sue compagne in carcere: «Quando sono entrata non si parlava di trucchi, di profumi. Li ho portati io, ho insegnato alle altre detenute ad avere cura di sé e ne sono fiera».

LA LIBERTÀ È RESPONSABILITÀ
Pur consapevole che «la libertà è una cosa bellissima, impagabile», la Reggiani sembra guardare all’esperienza trascorsa tra le mura di San Vittore con grande serenità, anzi, quasi con ‘rimpianto’. Una volta uscita dal carcere ha infatti dovuto fare i conti nuovamente con una serie di incombenze alle quali, ormai, non era più abituata: «A cominciare dalle bollette da pagare».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 29-11-2016 05:52 PM


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