Violenza aborigena

Nelle aree dove vivono i nativi australiani gli abusi tra le mura domestiche sono all'ordine del giorno. Poche le donne che denunciano, per paura di repressioni. A Canberra un evento per gridare: «No more».
Malcolm Turnbull e Bill Shorten.

Malcolm Turnbull e Bill Shorten.

In Australia la violenza domestica all’interno delle comunità aborigene è un’emergenza che non può più essere ignorata. Vista la sua gravità, è riuscita persino a mettere d’accordo il primo ministro Malcolm Turnbull e il leader dell’opposizione Bill Shorten che, insieme ad altri parlamentari e a una delegazione aborigena Rirratjingu, hanno partecipato alla manifestazione Arms Against Domestic Violence, organizzata a Canberra.

I DATI DELL’EMERGENZA
«No more» è stato il leitmotiv dell’evento.Un grido di dolore e una denuncia necessari per abbattere il muro di omertà che difende gli autori di violenze domestiche nei Territori del Nord (è qui che si concentra la maggior parte della popolazione nativa) e delle Isole dello Stretto di Torres. Anche se grazie a varie iniziative nel giro di un anno gli abusi sono calati del 27,9%, una donna aborigena che vive in queste aree ha ancora 34 volte più probabilità di subire violenze rispetto ad una donna residente, per esempio, a Sydney. 11 volte in più, invece, le probabilità di morire in seguito a questi atti violenti. Dati supportati dalla triste realtà dei fatti: per ogni australiana ricoverata in ospedale per violenza domestica, ci sono 30 aborigene che subiscono la stessa sorte.

MASCHILISMO E OMERTÀ
La società aborigena è maschilista e caratterizzata dalla cultura del silenzio. Quello che succede in casa, insomma, deve rimanere in casa. Le violenze sono all’ordine del giorno, le denunce da parte delle vittime no (si stima che solo il 5% si rivolga alla polizia). Chi parla, corre il rischio di essere allontanata da casa. Chi sceglie il silenzio, alla fine spesso cade nell’abuso di droga. Preoccupante anche il dato dei suicidi giovanili, naturale conseguenza delle violenze, anche sessuali. Una situazione, questa, che può andare avanti perché gli stupratori sono protetti dalla legge tribale, che nella loro comunità conta più di quella australiana.

LA VIOLENZA NON HA ETÀ
Il 27% della popolazione carceraria è composta da nativi, che però in tutto rappresentano appena il 2% degli australiani. Tra di loro, sono quasi 10 mila i padri di famiglia aborigeni condannati per violenza domestica. Comunque, gli abusi non riguardano solo le donne: basti pensare al fatto che il 40% dei bambini aborigeni di età inferiore a quattro anni finisce al pronto soccorso in seguito ad atti violenti avvenuti tra le mura di casa.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , Data: 28-11-2016 12:19 PM


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