«Sul palco l'orgoglio di essere donna»

di Andrea Cominetti
Il 19 settembre Irene Fornaciari è stata tra le protagoniste di Amiche in Arena: insieme a lei abbiamo rivissuto l'emozione di quella serata. Che ha unito musica e beneficenza.
Irene Fornaciari (foto di Angelo Trani)

Irene Fornaciari (foto di Angelo Trani).

Sono 1.740 le donne che dal 2006 sono state vittime di femminicidio. Madri, mogli, compagne, ex. Un numero gigantesco, che deve restarci bene impresso nella mente, per non sottovalutare mai il problema. Sia il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che in tutti gli altri giorni dell’anno. Se da un lato è essenziale non minimizzare la situazione, dall’altro è anche importante aiutare tutte quelle associazioni che in prima persona si battono in questo senso. Proprio come hanno fatto Loredana Bertè e Fiorella Mannoia, che il 19 settembre hanno chiamato tante colleghe a cantare e suonare con loro a Verona nel concerto Amiche in Arena: «Oltre ad aver raccolto fondi, siamo riuscite a far parlare e a tenere alta l’attenzione su un fenomeno che purtroppo non accenna a diminuire», racconta a LetteraDonna Irene Fornaciari.

DOMANDA: Che esperienza è stata Amiche in Arena?
RISPOSTA: Indimenticabile ed emotivamente molto forte. Credo che riuscire a mettere insieme arte e beneficenza (l’incasso è stato devoluto ai 77 centri antiviolenza distribuiti su tutto il territorio italiano, ndr) sia qualcosa di meraviglioso, che mi fa sentire appagata umanamente e utile alla società. A livello musicale posso invece dire di aver vissuto un momento magico insieme ad una delle voci femminili più belle, cioè quella di Elisa.
D: Cosa ricorda di quel giorno?
R: È stata una giornata piena di armonia, positività e forza. Ricordo l’emozione che vedevo negli occhi di tutte, dalla più navigata alla più giovane, l’attimo prima di salire sul palco dell’Arena di Verona, che è un posto meraviglioso e suggestivo.
D: Sentivate di star facendo qualcosa di importante?
R: Certo, ma era una responsabilità molto bella. Non ho per niente sentito il peso, anzi, c’è stata molta tranquillità e spontaneità.
amiche arenaD: All’evento erano presenti anche delle vittime di violenza.
R: Vero, e l’impatto con questa realtà è stato forte. Ascoltare la testimonianza di Valentina Pitzalis mi ha arricchita tantissimo, vedere la forza e il coraggio con cui sta portando avanti la sua battaglia mi ha fatto sentire orgogliosa di essere donna.
D: Cosa prova nei confronti degli uomini violenti?
R: Tanta rabbia. È assurdo che tanti uomini piccoli e schifosi vogliano sfogare il loro potere, il loro controllo e il loro possesso sulle donne che, almeno fisicamente, sono più deboli. Mi manca l’aria nel pensare che ci venga tolta la libertà di fare le cose più semplici come poter uscire tranquillamente la sera, viaggiare tranquillamente sui mezzi pubblici di notte, vestirsi liberamente anche con un abito più succinto, per paura che questo possa provocare l’istinto primordiale di un uomo.
D: Che ruolo ha l’educazione nella prevenzione della violenza?
R: Un ruolo cruciale, perché parte tutto dall’educazione che il bambino riceve. Il ruolo della famiglia è fondamentali.
D: E i cantanti?
R: Attraverso la nostra arte possiamo sicuramente sensibilizzare e far sì che si parli sempre di più di questo fenomeno, che fino a poco tempo fa non veniva nemmeno preso in considerazione.
D: C’è chi sostiene che in Italia non si faccia abbastanza per combattere la violenza sulle donne.
R: Sicuramente oggi stiamo facendo molto di più rispetto a un tempo, ma di sicuro questo non basta. Dovrebbero esserci leggi più severe e pene più adeguate.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 25-11-2016 07:54 PM


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