Anche l'arte dice no alla violenza sulle donne

di Giusy Gullo
Il 25 novembre è un'occasione per riflettere su un fenomeno che continua a mietere milioni di vittime innocenti. In Italia sono previsti moltissimi eventi, tra incontri, installazioni e mostre. Ecco alcune esposizioni da non perdere.
violenza donne mostre

Mostra fotografica Donna Fenice, di Marianna De Mita.

In Italia ogni anno vengono uccise più di 100 donne. Nella maggior parte dei casi, a decidere di spegnere per sempre le loro vite sono gli uomini che dicono di amarle. Picchiate, sfregiate, malmenate, perseguitate. Ai femminicidi si devono aggiungere tante altre forme di violenza che, se non fermate in tempo, rischiano di trasformarsi in tragedia. Sette milioni, secondo l’Istat, le donne che nel corso della loro vita hanno subito una qualche forma di abuso.

UNA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Contrastare il fenomeno è importante, e per farlo è necessario da una parte definire norme in grado di tutelare al meglio il genere femminile, e dall’altra incentivare l’educazione. Per sradicare (o almeno placare) la violenza, puntare sulla diffusione della cultura è un elemento imprescindibile. Istituendo la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’Onu ha invitato governi, organizzazioni internazionali e le Ong a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica ogni 25 novembre dell’anno. Un’occasione per riflettere e (re)agire. In Italia sono previsti moltissimi eventi, tra incontri, conferenze, installazioni e mostre. Ecco alcune esposizioni molto interessanti.

Barbie tumefatteLE BARBIE TUMEFATTE DI LADY BE
Le Barbie di Lady Be sono tutte diverse tra loro. C’è la bionda, la nera, la calva, la trans. Ma hanno una caratteristica comune: segni di violenza disseminati su tutto il corpo. Piene di lividi, graffi, occhi neri, cerotti, le bamboline diventano la voce di tutte le donne che soffrono senza dir nulla, per timore o per amore. Lady Be è il nome d’arte di Letizia Lanzarotti, 25enne romana che utilizza per le sue opere la tecnica, inventata da lei stessa, del ‘mosaico contemporaneo’: scompone e spezzetta le bambole, per poi ricostruirle, creando volti e corpi lacerati. Il 25 novembre le sue ‘barbie tumefatte‘ sono in mostra all’ex studio dell’artista Piero Manzoni, nel quartiere Brera di Milano.

scienziateLE DONNE SCIENZIATE
A Bologna il 22 novembre l’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ha inaugurato, nella sede di viale Aldo Moro 50, la mostra Anche la cancellazione è violenza del gruppo femminista RiVoltaPagina di Catania. L’esposizione, che vuole «respingere l’idea di donna vittima», celebra attraverso una serie di immagini alcune tra le tantissime scienziate che con il loro spirito innovativo e le loro idee hanno trasformato la nostra vita quotidiana ma «il cui contributo per qualche motivo è stato dimenticato». Tra le scienziate ricordate ci sono Charlotte Bridgwood (tergicristallo automatico, 1917), Josephine Cochrane (lavastoviglie, 1886), Alva Fisher (prototipo lavatrice, 1906), Mary Phelps Jacob (primo reggiseno, 1914).

donna feniceDONNA FENICE
Al Parco Città, nell’area del Parco San Felice di Foggia, è in programma dal 22 al 27 novembre la mostra Donna Fenice, curata dall’associazione fotografica-culturale Scatto Matto e dall’associazione Amici del Parco. Nell’esposizione sono presenti circa 30 fotografie dell’artista Marianna De Mita. Attraverso gli scatti, si legge sulla pagina Facebook dedicata all’evento «si cerca di trasmettere un messaggio di speranza e di ottimismo per le donne che vivono situazioni di soprusi. Chiedere aiuto non è segno di debolezza ma di grande amore per sé stesse, rialzarsi e ribellarsi si può, si deve».

donne manicomioLE DONNE IN MANICOMIO DURANTE IL FASCISMO
Infine, a Bolzano, al Liceo Carducci, fino al 13 gennaio 2017 è possibile assistere alla mostra I fiori del male: donne in manicomio ai tempi del fascismo. Promossa dall’Università di Teramo in collaborazione con l’Archivio di Stato e il dipartimento di salute mentale della Asl cittadina, l’esposizione mette in luce le storie di moltissime donne che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento (soprattutto nel periodo del ventennio fascista) furono internate nei manicomi perché accusate di avere comportamenti atipici rispetto ai canoni imposti dal tempo. Erano rinchiuse, ad esempio, perché ‘loquaci’, ‘erotiche’, ‘instabili’, ‘ciarliere’, ‘civettuole’, ‘piacenti’ o ‘bugiarde’. Nella mostra sono presenti fotografie, lettere, diari e referti clinici.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 25-11-2016 02:37 PM


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