Dai vampiri alle agenti segrete

Chiuso definitivamente (forse) il capitolo Twilight, Stephenie Meyer cambia genere con il thriller di spionaggio The Chemist, nelle librerie italiane dal 24 novembre. Ecco che cosa ne pensa la critica.

Non è più tempo di vampiri che luccicano. Stephenie Meyer, autrice della plurivenduta saga di Twilight, ma non altrettanto celebrata dalla critica, cambia genere. E si butta sul thriller: The Chemist. La specialista (Rizzoli, pp. 540, 17 euro) è la sua nuova fatica, nelle librerie italiane a partire dal 24 novembre. È la storia di una ex agente segreta che sa troppe cose e che per questo rischia di essere uccisa dai suoi vecchi capi. Accettando da loro un ultimo lavoro per avere in cambio salva la vita, si inammora. Rendendo così tutto molto più difficile.

PUNTARE SUL SICURO
Una discreta scommessa per la scrittrice dell’Arizona, che però si era già smarcata da Twilight nel 2008 pubblicando L’ospite, anch’esso adattato per il cinema. Segno che le sue lettrici le sono comunque affezionate, e che sono disposte a sorbirsi anche operazioni sfacciatamente commerciali come Life and Death, ovvero Twilight, ma con i sessi dei protagonisti invertiti. Considerato che i suoi titoli finora hanno venduto oltre 100 milioni di copie, la pubblicazione di The Chemist è un rischio calcolato, che andrà comunque bene e che, se proprio dovesse andare male, ferirà Meyer unicamente nell’orgoglio e non nel portafoglio.

the chemistPER LA CRITICA NON È COSÌ BRUTTO
Va detto che la critica inglese e statunitense non ha accolto il libro così male come si potrebbe pensare: sull’aggregatore di recensioni letterarie LitHub, infatti, il voto medio è un buon B+. Sul Los Angeles Times Meyer viene lodata per la sua capacità di ribaltare le convenzioni del genere spionistico invertendo i tradizionali ruoli uomo/donna, mentre su Usa Today ammettono che è sì pieno di difetti, ma si legge in fretta e tutto sommato diverte, parere condiviso anche dai recensori del Guardian e di Entertainment Weekly. La protagonista sembra essere un po’ troppo brava e perfetta perché possiamo davvero temere per le sue sorti e, paradossalmente, Meyer continua a fallire nell’imbastire la love story, che dovrebbe essere il suo forte. Un libro senza troppe pretese, che potrebbe piacere a chi è disposto a chiudere un occhio qua e là.

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Publicato in: Attualità, libri Argomenti: Data: 24-11-2016 07:22 PM


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