Ringraziamento amaro per i Sioux

I nativi americani sono sul piede di guerra per l'oleodotto che minaccia di distruggere le loro terre. Il Governo al momento tace e in tutta risposta gli manda contro le forze dell'ordine.

US-ENVIRONMENT-PROTESTEra il lontano 1621 quando un gruppo di nativi americani e coloni inglesi festeggiarono per la prima volta il giorno del Ringraziamento. Da allora i rapporti tra indiani ed europei non sono sempre stati così amichevoli. Guerre e segregazioni hanno ridotto i nativi a un numero esiguo perlopiù confinato in riserve decisamente poco ospitali. E questo non sembra essere cambiato nemmeno ai giorni nostri dove a Standing Rock, North Dakota, diversi membri della popolazione Sioux sono stati attaccati dalle forze dell’ordine con gas lacrimogeni, scariche di proiettili di gomma e cannoni ad acqua. Il tutto perché stavano protestando contro il nuovo oleodotto che rischia di contaminare le terre e distruggere i loro luoghi sacri. La protesta va avanti da diverso tempo ed è stata appoggiata anche da volti noti dello spettacolo. Su tutte l’attrice Shailene Woodley, addirittura arrestata per intralcio alle azioni di polizia.

RITORNO ALLA GUERRA
«Ritengo si tratti di un vero e proprio atto di guerra», ha detto all’Huffington Post Frank Sanchez, uno dei delegato dal Yankton Sioux Tribe. In tutta risposta il Governo ha spiegato che l’azione delle forze dell’ordine è stato reso necessario dalle proteste sempre più veementi dei nativi, garantendo anche che l’oleodotto è a tutti gli effetti l’unico modo sicuro per trasportare il greggio dal North Dakota all’Illinois. Non dello stesso parere i nativi americani che lamentano di come il progetto potrebbe causare gravi incidenti e inquinare le falde acquifere del fiume Missouri pronto a essere attraversato per più di un miglio da tubi colmi di greggio. In più se si aggiunge che parte del territorio attraversato dall’oleodotto era stato concesso in un trattato del 1851 ai Sioux, si capiscono le ragioni della protesta.

PROTESTA VIOLENTA
«Sono un prigioniero di guerra nella mia terra», ha aggiunto Sanchez. «Abbiamo il diritto di cacciare, pescare e raccogliere, come abbiamo sempre fatto. Ma ora c’è una novità che mette nuovamente in crisi la nostra vita», ha aggiunto. Frank Sanchez è andato a Washington per far valere i diritti della sua gente. Lui che è un discendente diretto dei firmatari del Trattato di Fort Laramie del 1851, con cui il governo degli Stati Uniti cedeva porzioni di cinque stati ai Sioux. Al momento il governo sembra aver riconosciuto il problema sospendendo temporaneamente la costruzione dell’oleodotto a Standing Rock. Nel frattempo, giovedì 24 novembre, giorno che in America si festeggia il Ringraziamento, in molti hanno deciso di esprimere solidarietà nei confronti della Nazione indiana passando con loro una delle festività più sentite negli Usa.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: Data: 24-11-2016 03:42 PM


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