«Io non ho paura di amare. E voi?»

di Paola Medori
Per Dario Aita, al cinema con La cena di Natale e in tivù con La mafia uccide solo d'estate, innamorarsi «è come stare in una stanza chiusa e al buio». Ma l'oscurità, spiega, va affrontata.

dario aitaDopo il successo arrivato interpretando il romantico Bernardo Strano nella serie Questo nostro amore, non ha più smesso di lavorare. Dario Aita, palermitano, 29 anni, è un treno in corsa che passa di set in set. Dopo averlo visto su RaiUno accanto ad Alessandra Mastronardi ne L’allieva, dal 24 novembre è al cinema con La cena di Natale, ‘sequel’ (buona parte del cast è la stessa, così come l’ambientazione) del fortunato Io che amo solo te. Nel film è Mario, un ragazzo omosessuale, segretamente innamorato fin dai tempi del liceo di Orlando (interpretato da Eugenio Fantastichini), che «finalmente ha l’occasione per dichiararsi, e l’afferra al volo», come spiega a Letteradonna. Eclettico, proprio come il suo attore preferito Joaquin Phoenix, Dario durante la carriera ha già indossato diverse ‘maschere’. Anche quella del «cinico e spietato» studente universitario nella serie La mafia uccide solo d’estate, scritta da Pif e in onda dal 21 novembre su RaiUno.

DOMANDA: Lei è fidanzato con la collega Elena Gigliotti. È stato difficile portare sullo schermo un amore omosessuale?
RISPOSTA: In realtà no. Quando ho ottenuto la parte, mi sono solo chiesto come potevo raccontare una storia d’amore, con gli stilemi classici di un rapporto sentimentale.
D: In Italia, e non solo, l’omofobia è un problema. Il mondo del cinema è una ‘zona franca’ oppure i gay subiscono pregiudizi anche nel suo ambiente ?
R: A livello drammaturgico credo che ci sia una discriminazione al contrario, nel senso che se ne parla tanto. A volte in maniera corretta e altre in modo sbagliato, non proprio elegante. A livello umano la discriminazione esiste ancora, ed è sconvolgente. Ma d’altra parte è insita nel genere umano. Comunque, spero che l’omofobia possa presto sparire dal nostro ambiente.
D: La cena di Natale, come Io che amo solo te, parla di amori perduti, ritrovati e rimpianti. Lei che rapporto ha con l’amore?
R: Il mio personaggio racconta quanto sia importante non avere paura dell’amore, anche se innamorarsi può essere una cosa terribile, grande e incomprensibile: è come stare in una stanza chiusa e al buio, dove l’unico modo per sopravvivere è non temere l’oscurità, ma affrontarla.
D: Com’è stato inserirsi in un gruppo di attori che già aveva lavorato insieme?
R: Mi sono sentito a casa: io e Marco Ponti, il regista, ci conoscevamo già e avevo in qualche modo ‘sfiorato’ Io che amo solo te. Con Riccardo Scamarcio ho girato tre film e in più sono molto amico di Eugenio Fantastichini, con cui ho addirittura convissuto.

Eugenio Fantastichini e Dario Aita in una scena de 'La cena di Natale'.

Eugenio Fantastichini e Dario Aita in una scena de ‘La cena di Natale’.

D: La possiamo vedere a teatro, nelle serie televisive e al cinema. Ma lei dove si sente più a suo agio?
R: Sono lavori diversi e ogni ambito regala le sue soddisfazioni, perché riesce a incanalare diversi tipi di energie. Sinceramente non saprei dire quale preferisco: nel mio mestiere, la soddisfazione dipende anche dal ruolo che devi interpretare.
D: A proposito di ruoli, dopo il successo de L’allieva è tornato in tivù ne La mafia uccide solo d’estate.
R: Sono stato molto contento di partecipare al progetto perché con il regista Luca Ribuoli c’è un rapporto che dura da anni. Nella serie interpreto Rosario, un giovane universitario appassionato di politica, ma a suo modo, perché è molto più interessato a quello che circonda quel mondo: ragazze, droga e tanto altro ancora. Infatti avrà un incontro amoroso con Angela (interpretata da Angela Curri, ndr), la figlia adolescente della famiglia Giammaresi.
D: Ma scusi, mi vuole forse dire che in politica girano donne e droga?
R: Beh, nei collettivi studenteschi degli Anni ’70 c’era molta attività politica ma ci si poteva imbattere anche in personaggi interessati ad altro. Forse i politici di oggi, almeno quelli che non fanno il loro lavoro seriamente, hanno preso esempio da loro.
D: L’allieva è stato confermato per la seconda stagione.
R: Vero, ma se sta cercando di ‘estorcermi’ qualcosa la devo deludere: non posso dare ancora nessuna anticipazione.
D: Capisco. Senta, lei è giovane, amato e seguitissimo dalle ragazze. Pensa di poter arrivare un giorno ad un ‘livello-Scamarcio’?
R: Quando ho lavorato con Riccardo ho capito quanto sia difficile la gestione delle fan. È un aspetto della celebrità che per me non è il massimo: spero che nel mio caso arrivi una notorietà sana, senza fanatismi.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 24-11-2016 10:57 AM


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