«Ora Carla può rinascere»

Paolo Pietropaolo che a febbraio ha tentato di uccidere la sua compagna dandole fuoco (la donna era incinta), è stato condannato a 18 anni di carcere e a pagare un risarcimento di 325 mila euro.

paolo pietropaolo, carla caiazzoL’aveva cosparsa di liquido infiammabile e poi le aveva dato fuoco, riducendola in fin di vita. Ma Carla Ilenia Caiazzo e la sua bambina sono sopravvissute all’aggressione e ora hanno trovato giustizia: per Paolo Pietropaolo, autore dell’atroce gesto, è arrivata la sentenza.

LA SENTENZA
Il giudice Egle Pilla ha condannato l’uomo a scontare 18 anni di carcere (il pm ne aveva chiesti 15) e pagare 325 mila euro di risarcimento a titolo di provvisionale alle parti civili: 250 mila alla vittima, 50 mila alla bimba nata prematura subito dopo la furia dell’uomo, e 25 mila euro all’associazione La Forza delle donne che si è costituita parte civile.

L’AGGRESSIONE
L’aggressione era avvenuta il primo febbraio 2016 a Pozzuoli, in provincia di Napoli. Nel corso dell’ultima udienza, i pubblici ministeri Raffaello Falcone e Clelia Mancuso hanno letto un messaggio che l’uomo aveva inviato a una sua ex, parlando di Carla, il giorno prima del tentato omicidio: «Questa donna non mi trasmette più niente, la bambina soffrirà», aveva scritto. Un elemento che, hanno evidenziato i Pm, testimonia che il drammatico gesto è stato premeditato.

CARLA NON ERA PRESENTE IN AULA
Carla, che dopo la violenza si è dovuta sottoporre a 21 interventi, non era presente in aula durante la sentenza. Quando il suo avvocato Maurizio Zuccaro le ha comunicato la notizia, la domanda di lei è stata immediata: «Ma quanto tempo resterà in carcere?». Il timore, evidentemente, è che una volta uscito Pietropaolo possa cercare lei e la sua piccola.

«SIAMO SODDISFATTI»
Il penalista, da parte sua, si è detto appagato del risultato e immagina per Carla l’inizo di una nuova vita, augurandole di riuscire a mettersi tutto alle spalle: «Siamo soddisfatti perché abbiamo dato un senso alle sofferenze di questa donna. Questa sentenza deve essere un monito forte, deve insegnarci che non esistono ragioni per fare violenza, nessun tipo di ragione può giustificare la violenza».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 23-11-2016 06:45 PM


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