Attacchi d'arte

Mentre il mondo della moda tergiversa, pittori, fotografi e scultori fanno fronte comune contro Donald Trump. Portando le loro opere nelle strade, per raggiungere il pubblico più ampio possibile.
Un ritratto di Trump disegnato con il sangue mestruale.

Un ritratto di Trump disegnato con il sangue mestruale.

Se gli stilisti non sembrano poi così inclini a boicottare il presidente Trump e la sua famiglia (come invece ha proposto la donna che ha vestito Michelle Obama per otto anni) il popolo degli artisti non sembra essere dello stesso avviso. Prima (e soprattutto dopo) le elezioni, tantissimi si sono spesi per dileggiare, in maniere più o meno creativa, il 45esimo Presidente degli Stati Uniti. Un’ondata che non ha lasciato indifferenti i curatori dei musei, al punto di rispolverare vecchie mostre. Come successo, ad esempio, a quella fotografia del 1995 Left Right Left Right, tornata al Whitney Museum di New York.

DONNIE THE POO
Se da una parte sale la rabbia di alcuni cittadini, che eleggono proprio leader chi si fa strada con affermazioni misogine e razziste, dall’altra si risponde con l’arte più caustica, che spesso si confonde con la satira. Non si contano i Donnie The Poo, piccoli pupazzi che rappresentano Trump come una sorta di centauro umano-fecale, o le varianti sul «Grab the pussy» (la più gettonata è quella con la Statua della Libertà).

ARTE NELLE STRADE
L’arte, insomma, è anti-Trump. Ed è un’arte pubblica, che scende nelle strade, nei locali. Sono gli stessi artisti a spiegarlo al Daily Beast, sottolineando che tenere l’arte nei musei significa parlare a un pubblico ristretto che già sa di non dover votare Trump (certo, ormai è tardi). Mentre è importante spingere alla riflessione un pubblico più vasto e meno incline alla frequentazione di gallerie e vernissage.

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Publicato in: Attualità, foto, Gallery Argomenti: Data: 23-11-2016 05:53 PM


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