Mi manda Trump (all'Onu)

di Matteo Innocenti
Donna, di origini indiane, pro-life, critica verso Putin: ecco chi è la governatrice della Carolina del Sud Nikki Haley, scelta dal presidente Usa come ambasciatrice alle Nazioni Unite.

haleyMisogino, sì, ma fino a un certo punto. E, in fondo, nemmeno così intollerante verso gli immigrati. Donald Trump ha infatti scelto Nikki Haley, governatrice repubblicana del South Carolina, come ambasciatrice all’Onu: «Ha dato dimostrazione di saper tenere insieme persone al di là delle appartenenze di partito per portare avanti politiche fondamentali per il progresso del suo stato e del nostro Paese», aveva dichiarato nei giorni successivi alle elezioni. La scelta di Trump è stata confermata dal Senato il 24 gennaio.

UNA FAMIGLIA DI ORIGINI INDIANE 
Nata Nimrata Randhawa il 20 gennaio 1972, la 44enne Nikki Haley non solo è una donna, ‘categoria’ già non particolarmente stimata da Trump (eccezion fatta per la figlia Ivanka e la moglie Melania): appartiene anche a una famiglia originaria dell’India e di religione sikh, arrivata negli Stati Uniti dal Punjab, stato al confine con il Pakistan. Suo padre Ajit, che insegnava all’università di Amritsar, ottenne una borsa di studio alla University of British Columbia in Canada, per poi trasferirsi dopo il dottorato in Carolina del Sud, dove è stato docente al Voorhees College.

Republican National ConventionCOGNOME AMERICANO CON IL MATRIMONIO
Nimrata Randhawa, è nata a Bamberg, a una manciata di chilometri da dove lavorava il papà, e qui è cresciuta, con il nomignolo ‘Nikki’, che poi le è rimasto. Dopo la laurea alla Clemson University, ha iniziato a lavorare insieme alla mamma (e ai fratelli) nella ditta di famiglia Exotica International che, fondata nel 1976, è poi diventato un colosso nel settore dell’abbigliamento. Nel 1996, Nikki aggiunge il cognome Haley al suo soprannome, sposando Michael un impiegato del Dipartimento dell’Esercito: oggi la coppia ha due figli.

SOSTENUTA DA ROMNEY E PALIN
Nel 1998, dopo aver lasciato la ditta di famiglia, Nikki ha ottenuto un impiego alla camera di commercio di Lexington. Avvicinandosi via via sempre di più alla politica, nel 2004 ha deciso di candidarsi alla Camera dei rappresentanti della Carolina del Sud, sconfiggendo a sorpresa il collega di partito repubblicano, in carica da 30 anni. Riconfermata per altri due mandati, nel 2010 Nikki Haley ha poi deciso di candidarsi alla carica di governatore dello Stato. Anche in questo caso, la scommessa si è rivelata un successo: sostenuta da importanti esponenti del partito come Mitt RomneySarah Palin, nonché governatore uscente Mark Sanford, la Haley ha vinto prima le primarie e poi le elezioni generali sul democratico Vincent Sheheen.

DA MARCO RUBIO A DONALD TRUMP
Prima persona di origini indiane a diventare governatore della Carolina del Sud (e seconda in generale dopo Bobby Jindal in Louisiana) e la più giovane attualmente in carica negli Stati Uniti, Nikki Haley è una repubblicana di ideologia conservatrice, contraria all’immigrazione illegale e fermamente pro-life. Da governatrice, ha promosso un’indagine su Planned Parenthood e due leggi restrittive sull’aborto: l’Opt Out of Abortion Act (che consente ai datori di lavoro di non pagare per l’aborto alle dipendenti) e il Born-Alive Infant Protection Act (che riconosce dignità di persone ai piccoli sopravvissuti all’aborto, assicurando loro accompagnamento e, se non possono sopravvivere, cure palliative). Dal South Carolina, la Haley ha acquisito notorietà nazionale quando, dopo l’attacco da parte di un suprematista bianco contro la chiesa afroamericana di Charleston, in cui rimasero uccise nove persone, convinse il Congresso locale a rimuovere la bandiera confederata, simbolo identitario per parte della popolazione e di razzismo per il resto.

L’OPINIONE SULLA RUSSIA
Nikki Haley è la prima donna a ricevere un incarico da Donald Trump, nonostante il sostegno dato durante le primarie a Marco Rubio e, poi, a Ted Cruz. Per adesso, in politica estera (dove, va detto, ha scarsa esperienza) non sembra essere completamente allineata con Donald Trump: durante il suo discorso di presentazione come ambasciatrice Onu, ha infatti dichiarato che la Russia è colpevole di crimini di guerra in Siria e che dovrebbe incorrere in sanzioni per le sue incursioni in Ucraina. Trump invece ha sempre usato toni distensivi nei confronti di Putin. In compenso, è d’accordo con il presidente sul trasferimento dell’ambasciata Usa in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme: una scelta controversa, perché la città è considerata capitale anche dai palestinesi.

 

 

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 25-01-2017 11:00 AM


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