Kinder... Sorpresa

I regali degli ovetti Ferrero sono assemblati in Romania. A farlo famiglie molto povere, bambini compresi. Il compenso è da fame, le condizioni igieniche preoccupanti. Lo racconta un'inchiesta del Sun.

«Se i vertici della Ferrero sapessero cosa accade in Romania, avrebbero un infarto». A dirlo al Sun è una gola profonda dell’azienda piemontese, che invece è ben a conoscenza di quello che succede a Carei, a pochi chilometri dal confine con l’Ungheria. Qui intere famiglie, che vivono in povertà, lavorano a cottimo assemblando le sorprese degli ovetti Kinder. È il caso degli Juri: Christian e Timea, più i figli Patrick, di 11 anni, e la figlia Hanna, sei, come la cugina Tamara, che spesso dà una mano. Vengono pagati 20 lei, circa 4,50 euro ogni mille ovetti. Considerando i tempi di lavoro, 26 centesimi l’ora, per ‘turni’ lunghi anche 13 ore: «Sappiamo che è una forma di schiavitù ma cosa puoi fare quando non hai scelta?», spiega Christian. Anche Felicia Indrea vive a Carei e si guadagna da vivere come gli Juri («I bambini amano gli ovetti Kinder, ma per noi è durissima, li sogno anche di notte») e viene pagata ‘a sacchi’: per uno pieno di ovetti riceve poco più di 3 euro. Sì, ma da chi?

sun okLE AZIENDE SUBFORNITRICI
Come riporta il Sun, a distribuire il materiale da assemblare è Prolegis, azienda subfornitrice di Romexa, che a sua volta lo è di Ferrero. Entrambe hanno sede a Oradea, città della Transilvania a un centinaio di chilometri da Carei. Questo processo di decentramento produttivo dove qualcosa è andato storto arriva anche a Tășnad, conosciuta per le sue acque termali. «Il salario è pessimo, ma siamo molto poveri e abbiamo bisogno di soldi», racconta Cori Biro, intento ad assemblare, cone le mani decisamente sporche, un piccolo coccodrillo di plastica. Per lui ci sono 4,50 euro a sacco completato. Che riceve da un’altra azienda subfornitrice di Romexa, cioè la Adontradenet, con sede a Carei.

LAVORO MINORILE E IGIENE
Il problema è duplice. Se da una parte c’è lo sfruttamento di intere famiglie, bambini compresi, dall’altra, abbiamo un assemblaggio di sorprese e ovetti di plastica, che finiscono poi dentro a prodotti in cioccolato destinati ai più piccoli, che avviene nell’assoluta noncuranza delle norme igieniche. Daniel Muresan, dirigente di Romexa, racconta di essere all’oscuro di tutto: «È la prima volta che sento qualcosa del genere. Individueremo i responsabili e annulleremo i contratti con le queste aziende subfornitrici». Che, ovviamente, hanno subito messo in chiaro di non entrarci niente. «Noi non facciamo uscire gli ovetti dallo stabilimento. Devono essere di qualcun altro», precisa il proprietario di Prolegis Marcel Bront. Gli fa eco quello di Adontradenet, Adi Nemes: «Questi giocattoli non arrivano dalla mia fabbrica». Fatto sta che, come riferisce Nick Parker del Sun, la famiglia Juri sarebbe stata licenziata dalla Prolegis, che non ha gradito la ‘visita’ del giornalista britannico. In merito al lavoro minorile, a lanciare una dura accusa sulla vicenda è Thulsi Narayanasamy di War on Want, organizzazione britannica impegnata a lottare la povertà e la violazione dei diritti umani: «Le aziende come la Ferrero sanno che guadagnano sfruttando i bambini. Semplicemente, non gliene importa niente».

LA RISPOSTA DELLA FERRERO
LetteraDonna
ha contattato la Ferrero, che già in passato aveva respinto accuse analoghe, precisando che il lavoro minorile è contro i principi della società. Questa la risposta dell’azienda: «Siamo profondamente sconcertati per le affermazioni relative a pratiche inaccettabili che abbiamo visto oggi pubblicate sui media, riferite al comportamento di uno dei nostri fornitori in Romania. Abbiamo lanciato immediatamente un’indagine approfondita per verificare i fatti, con procedura d’urgenza. Ferrero ha stabilito un rigoroso Codice di Condotta Commerciale sottoposto a tutti i nostri fornitori. Questo codice è parte integrante del contratto con il fornitore in questione. Il Codice di Condotta Ferrero vieta tassativamente l’impiego di bambini nelle fabbriche, così come qualsiasi forma di lavoro minorile, e richiede che a tutti i dipendenti debba essere garantito uno stipendio che corrisponda quanto meno al salario minimo (locale o nazionale), sia per le normali ore di lavoro che per gli straordinari. Tutti i nostri fornitori sono soggetti a regolari controlli indipendenti per garantire il rispetto dei termini e delle condizioni del nostro rigoroso Codice di Condotta. Confermiamo che lavoriamo con Romexa e Prolegis (un subappaltatore autorizzato di Romexa), entrambi soggetti a regolare controllo indipendente. Recentemente, a maggio 2016, si è verificato che il Codice di Condotta Ferrero era stato rigorosamente rispettato. Questo audit è stato effettuato da SGS, azienda leader mondiale nei servizi di ispezione, verifica, analisi e certificazione. Stiamo indagando e vogliamo rassicurare che abbiamo già preso provvedimenti immediati».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 22-11-2016 01:35 PM


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