Le avventure di un mito letterario

Viaggi, natura, e denuncia sociale. Un secolo fa moriva Jack London, uno degli autori più prolifici e apprezzati del suo tempo. Da Zanna Bianca a Il tallone di Ferro, i suoi classici più famosi.

IL CENTENARIO DI JACK LONDON CELEBRATO A TRIESTE TRA IL 22 E

«La cosa che mi piace di più è la realizzazione di me stesso, non quella per l’applauso del mondo, ma la realizzazione per la mia soddisfazione personale».
La vita breve ma intensa, l’avventura e le sue idee politiche rimangono, a cent’anni dalla morte (il 22 novembre 1916) di Jack London «un monito a non darsi mai per vinti o sconfitti». E i romanzi dello scrittore californiano, morto a soli 40 anni, da Zanna Bianca a Il tallone di ferro, hanno ancora molto da dire sul rapporto tra uomo e natura, sulle conseguenze del capitalismo e il futuro della società. London è stato, e probabilmente è ancora, l’autore statunitense più tradotto all’estero, e la sua prosa rimane una delle più potenti e solide della narrativa statunitense. Viaggi, avventura, e denuncia sociale sono i capisaldi dei suoi capolavori.
«Jack London visse in modo sorprendente, addirittura incredibile. In poco meno di 41 anni, accumulò un tale bagaglio di avventure e di successi da bastare per parecchie vite», disse di lui l’autore della sua biografia Daniel Dyer.

50 VOLUMI IN 40 ANNI
Nato il 12 giugno 1876 a San Francisco a Glen Ellen, figlio illegittimo di un astrologo ambulante che si rifiuta di riconoscerlo, la madre Flora Wellman si risposa con John London, contadino vedovo con cinque figli. Ma il padre adottivo di Jack passa da un fallimento commerciale all’altro, e il futuro scrittore cresce insieme a compagnie poco raccomandabili, come ladri e contrabbandieri. Dopo la scuola elementare, inizia a fare lavori di ogni tipo: «Prima che mi dessero tutti questi titoli, ho lavorato in una fabbrica di conserve, in una di sottaceti, sono stato marinaio, ho trascorso mesi fra le schiere di disoccupati a cercar lavoro; ed è questo lato della mia vita che io venero di più, e a cui voglio restare attaccato finché vivo», spiega lo scrittore ne Il senso della vita. Torna a Oakland per frequentare la Oakland High School, dove partecipa alla redazione del giornale scolastico.
A partire dal 1894 circa London aderisce al socialismo, battendosi in difesa delle fasce deboli della società: partecipa anche a una marcia di disoccupati su Washington per chiedere al Presidente il finanziamento di programmi di lavori pubblici contro la miseria e disoccupazione. Nel 1896 si iscrive a Berkeley e inizia un’intensa (ma anche confusa) attività politica, che appoggiava dalla lotta di classe alle teorie darwiniane, ma nel 1897 lascia l’università per via di problemi finanziari.
Nell’estate del 1897 parte insieme al cognato e trascorre un anno nello Yukon canadese dove vive in una capanna abbandonata, in mezzo alla natura e ai lupi. Quel viaggio darà il via alla sua carriera da scrittore: quando torna a casa, ha in mente tantissime storie a cui dare vita raccontando. Le sue avventure diventano libri, come il Il richiamo della foresta (1902) che gli regala un successo incredibile: diventa uno dei maggiori bestseller nella storia della letteratura americana.
Anche la sua vita sentimentale cambia rotta: dopo un matrimonio finito male e due figlie, London conosce la donna della sua vita, musa e compagna di avventure: l’anticonformista Charmian Kittredge, sua moglie dal 1905. È con lei che condivide finalmente la sua passione per l’avventura e per i viaggi (dal Giappone a Cuba alle Hawaii). La scrittura, da quando le sue condizioni di salute precipitano e lo costringono a una vita tranquilla, resta la sua ancora di salvezza. La sua è una vita intensa ma davvero breve: nel 1916, a 40 anni, muore nel suo Beauty Ranch in California, probabilmente per un’overdose di antidolorifici, ma le teorie sul decesso sono controverse. Quello che è certo è che London nella la sua breve carriera letteraria scrisse oltre 50 volumi. In soli 40 anni di vita riuscì a diventare uno degli scrittori più celebri e retribuiti del suo tempo.

IL RICHIAMO DELLA FORESTA
Intenso, emozionante, avventuroso: Il richiamo della foresta (The Call of the Wild) è un romanzo breve pubblicato nel 1904, il primo tra quelli di London.
Rapito dal giardiniere del suo ricco padrone, un cane di nome Buck viene venduto ad alcuni cercatori d’oro e portato tra i ghiacci del Klondike. Maltrattato e picchiato, è costretto a diventare un cane da traino ed è sfruttato fino allo stremo delle forze. Ma in questi duri mesi tra i ghiacci Buck divverà più forte e imparerà le dure leggi della sopravvivenza,  conoscendo l’uomo e tutte le sue facce: dall’amore alla violenza. Il romanzo è un insieme di lezioni di vita.

ZANNA BIANCA
Anche Zanna Bianca (White Fang) è uno dei più famosi romanzi di London, nonché uno dei classici della letteratura per ragazzi. Pubblicato per la prima volta a puntate nel 1906, ha una trama speculare a quella de Il richiamo della foresta, del quale è «il compagno, non il seguito», come disse lo stesso London al suo editore. Zanna Bianca, protagonista del romanzo, è l’unico di quattro cuccioli che riesce a sopravvivere in una grotta dello Yukon.
La storia inizia nel 1893, raccontanfo la fine due uomini, Henry e Bill, che cercano di attraversare la foresta con una slitta trainata da sei cani, per tornare in città dopo un lungo viaggio alla ricerca dell’oro nel Klondike, nella taiga canadese. Ma i due da giorni sono tallonati da un branco di lupi affamati guidati da una lupa, che si rivela metà lupa e metà cagna. La ferocia del branco è al centro del romanzo.

MARTIN EDEN
In Martin Eden (1909) lo scenario cambia completamente: il romanzo racconta la vita di un ragazzo del popolo, un marinaio il cui nome dà il titolo al romanzo, che lotta con tutte le sue forze per diventare uno scrittore, sostenuto in questo dal suo amore per una giovane figlia dell’alta borghesia di San Francisco, Ruth. La differenza di classe fra i due giovani e le difficoltà per Martin di farsi accettare come possibile marito dalla famiglia di lei darà modo a London di esporre molte delle sue teorie da convinto socialista quale era.
Il libro nasconde una forte critica nei confronti del capitalismo. «Una delle ragioni per cui ho scritto questo libro è l’attacco all’individualismo. Devo essere stato piuttosto maldestro dato che nessuno dei miei critici se ne è accorto», disse London. Martin Eden è stato definito «uno dei libri arrabbiati della letteratura americana».

IL TALLONE DI FERRO
Il Tallone di ferro (The iron hill) è un romanzo fantapolitico pubblicato nel 1907, quello in cui viene presentata nella maniera più esplicita la visione socialista dell’autore. Letto da generazioni di giovani di tutto il mondo, Il tallone di ferro ha come protagonista Avis Everhard, che narra in prima persona le ingiustizie e i soprusi perpetrati nei confronti della gente negli Stati Uniti, al tempo della Comune di Chicago. Lei, viziata rampolla di una famiglia agiata, si innamora di un giovane rivoluzionario socialista, maniscalco e filosofo che la conduce a consapevolezze sul capitalismo.

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Publicato in: Attualità, libri, persone Argomenti: , , Data: 22-11-2016 11:46 AM


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