L'ennesimo nemico delle donne africane

Secondo un recente rapporto di UNAids, migliaia di giovani subsahariane ogni settimana vengono infettate dal virus dell'hiv. Il direttore esecutivo del programma: «Bisogna fare di più per proteggerle».

africaNell’Africa subsahariana migliaia di ragazze contraggono ogni settimana il virus dell’Hiv. È quanto affermato dalle Nazioni Unite che in un recente rapporto hanno sottolineato, riporta The Guardian, l’urgenza di prendere provvedimenti per aiutare e proteggere le giovani donne. Molte di loro non sono nemmeno consapevoli di essere affette dal virus e non cercano aiuto o, in altri casi, non si curano perché non possono dire ai loro familiari di aver avuto rapporti sessuali con uomini più grandi. Questo contribuisce ad alzare considerevolmente il tasso di mortalità tra gli adolescenti.

L’URGENZA DI FARE DI PIÙ
Tra il 2010 e il 2015 il numero di infezioni annuali contratte da donne tra i 15 e i 24 anni è calato soltanto del 6%, da 420 mila a 390 mila casi. L’obiettivo delle Nazioni Unite di ridurre questo numero a meno di 100 mila entro il 2020 sembra quindi essere, secondo l’ultimo rapporto UNAids (programma dell’Onu contro l’Aids), lontano. Secondo Michel Sidibé, direttore esecutivo, per proteggere le ragazze si è fatto troppo poco: c’è urgenza di intensificare l’azione di tutela.

UNA SOCIETÀ PATRIARCALE
Nell’Africa subssahariana le giovani sono molto vulnerabili a causa del loro basso status sociale in una società fortemente patriarcale. Aiutarle, quindi, non è semplice, a causa delle grosse diseguaglianze di genere, della violenza, della povertà che spesso spinge le donne ad avere rapporti con uomini in cambio di denaro. Il rapporto ha inoltre evidenziato l’importanza degli studi: la ragazza con un più alto livello di istruzione hanno meno probabilità di essere infettate.

LA BUONA NOTIZIA
Nonostante impedire la diffusione dell’infezione continua a essere molto complicato, il rapporto evidenzia anche una buona notizia: il numero di persone sottoposte a un trattamento farmacologico ha raggiunto i 18,2 milioni, ovvero 3 milioni in più rispetto al 2014. UNAids ha affermato di essere sulla buona strada per raggiungere, almeno in questo senso, l’obiettivo di 30 milioni di persone entro il 2020.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 21-11-2016 06:11 PM


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