Il sumo è roba da donne

Chi l'ha detto che possono praticarlo soltanto gli uomini? In Giappone c'è anche un ristretto numero di lottatrici che si dedica, con passione e caparbietà, alla disciplina.

sumo donneMaglietta bianca, pantaloncini neri attillati e mawashi. Nella palestra dell’uniiversità di Nihon, a Tokyo, quattro lottatrici di sumo si allenano, con forza, sulla sabbia d’argilla e sotto l’occhio severo del loro allenatore, Hideto Tsushima.

POCHE DONNE
Fanno parte, riporta Madame Figaro, di un circolo molto ristretto di donne che praticano questo tipo di disciplina, tipicamente maschile, in Giappone. I numeri delle competizioni junior nelle scuole, d’altronde, parlano chiaro: ogni 300 uomini c’è una donna. «L’immagine che i giapponesi hanno del lottatore corpulento con le natiche esposte, fa pensare loro che il sumo sia inappropriato per le donne, nonostante queste ultime ne siano decisamente capaci», ha affermato l’allenatore.

LA DISCIPLINA
Hanno tra i 18 e i 21 anni, vivono nella stessa casa e seguono regole ferree: non hanno bisogno di sovraccaricare il loro regime alimentare, ma ogni giorno lottano tra di loro o con altri compagni di sesso maschile, che a volte sono due o tre volte più pesanti di loro.

SOLO AMATORIALE
Nell’arcipelago, riporta ancora la rivista francese, queste giovani campionesse sono delle vere icone culturali, ma è concesso loro praticare la disciplina soltanto a livello amatoriale. Non possono, quindi, immaginare una carriera sportiva: a livello professionale, infatti, il sumo, parte integrante dei rituali dello shintoismo, è vietato alle donne. La religione animista del Giappone le considera infatti troppo impure per calpestare il sacro suolo dell’arena di Ryogoku Kokugikan, a Tokyo, luogo in cui si svolgono le competizioni ufficiali.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 21-11-2016 02:34 PM


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