Un sex symbol in pensione

di Paola Medori
A giugno ha tolto la maglia del Verona e detto addio al campo da calcio per iniziare una nuova carriera da direttore sportivo. Ma la sua nuova vita non gli dispiace affatto: intervista a Luca Toni.

Luca Toni Campagna BIOIMIS«Oggi sento ancor di più l’esigenza di seguire un’alimentazione calibrata per il mio fisico». Ce lo assicura Luca Toni, 39 anni, attaccante e campione del mondo nel 2006 con la Nazionale Italiana. Il bomber modenese è stato scelto come testimonial da Bioimis, l’accademia alimentare che offre un programma di formazione ed educazione al cibo, per dimostrare che è possibile mantenere una perfetta forma fisica senza rinunciare ai piaceri della tavola anche dopo l’addio al calcio. Da giugno 2016 non indossa più la maglia numero 9 del Verona, per intraprendere una nuova carriera da direttore sportivo. Nonostante la «pensione», però, mantiene sempre il suo fascino, amatissimo dai tifosi e dalle donne.
Oggi la sua «nuova vita» è soprattutto in famiglia, compagno della modella Marta Cecchetto e papà di due figli, Bianca e Leonardo, nati nel 2013 e 2014. Ma a chi sogna di vederlo presto come allenatore nel campionato italiano, risponde che «sarà alquanto difficile, perché non lo sento un ruolo adatto a me, preferirei un incarico più dirigenziale».

DOMANDA: Nel 2015, all’età-record di 38 anni, ridiventa Capocannoniere della Serie A. Il ritiro dai campi di calcio è stato un trauma?
RISPOSTA:
No, è stata una scelta molto ponderata, ci ho pensato parecchio, quindi sono molto sereno. Anzi, mi sta piacendo questa nuova vita fatta di stimoli e altrettante diverse emozioni.
D: Come riesce a mantenere il fisico da sportivo?
R:
Da quando ho smesso di giocare devo stare molto più attento a quello che mangio. Appena posso, comunque, associo sempre anche l’attività fisica che è fondamentale per sentirsi bene e raggiungere la forma fisica ideale. Grazie a Bioimis ho ricevuto tanti consigli preziosi per mangiare sano.
D: Ci spiega meglio in che cosa consiste?
R: Si tratta di una dieta su misura per vivere in salute e trarre benefici in termini di peso, energia e vitalità. È costruita sul proprio processo metabolico e non tiene conto delle calorie nè delle quantità. Tutti gli alimenti che mangi sono naturali, sono quelli che trovi al supermercato.
D: Niente pasti sostituiti?
R: Assolutamente no. Non ci sono tisane, integratori o farmaci. Inoltre sono seguito da un personal trainer, non solo per perdere peso, ma anche per essere rieducato ad un corretto rapporto con il cibo. Ho anche scaricato anche l’APP Bioimis che mi permette di consultare in un attimo il mio programma alimentare.
D: Come trascorre il suo tempo libero?
R:
Da quando ho iniziato il nuovo lavoro, come consulente all’Hellas Verona, ho meno tempo rispetto a prima, quando ero un calciatore. Però appena posso sto con i miei bambini e con la mia compagna, come tutti i papà. Usciamo, e quando è possibile andiamo fuori a cena, come qualunque altra famiglia.
Hellas Verona FC v Juventus FC - Serie AD: Modella- calciatore, un binomio che spesso finisce per non durare. Come siete riusciti a stare insieme per 20 anni?
R:
Al di là dei rispettivi lavori, siamo due persone che si sono incontrate, si sono innamorate e continuano ad amarsi. Non penso che poi sia molto importante il fatto che io sia un calciatore e lei una modella, non amo gli stereotipi. Quello che conta è stare bene insieme.
D: Suo figlio Leonardo vuole fare il calciatore?
R:
Potrà fare quello che vuole: seguire la strada del calcio, come non seguirla. Deciderà lui. L’unica cosa importante è che faccia sport. Basta solo che sia felice delle sue scelte. Noi lo lasciamo libero.
D: Lei è, ed è stato, un sex symbol. Quale è il suo rapporto con l’immagine?
R:
Sottolineare «è stato» vuol dire che non lo sono più come una volta? (ride, ndr). A parte gli scherzi, mi piace curare la mia immagine. Credo che farlo sia gratificante per tutti.
D: Che rapporto ha con le sue fan?
R:
Il consenso del pubblico femminile fa sempre molto piacere, ma quello che più mi gratifica e che apprezzo sono l’affetto e la stima che ricevo dagli uomini, per la mia carriera e per il mio percorso lavorativo.
D: «Tutto ciò che so sulla moralità e sui doveri degli uomini, lo devo al calcio». È una delle più celebri frasi d’amore di Albert Camus. Cosa le ha dato il calcio?
R:
Mi ha insegnato i valori, sia dello sport che della vita. Mi ha fatto capire cosa vuol dire avere passione per qualcosa. È l’amore della mia vita, senza nulla togliere alle persone a me più care. Il calcio mi ha permesso di fare fino ad ora una vita stupenda, piena di grandi soddisfazioni.
D: Lo si ama anche quando fa soffrire?
R:
Certo, anche quando ci sono state annate non buone, mi dava sempre e comunque nuovi stimoli per migliorare dal punto di vista caratteriale e personale. Tra delusioni e gioie il calcio riesce ad insegnarti tanto.
D: Quale è la squadra che porterà sempre nel cuore o a cui si è sentito più legato ?
R:
Fare un nome solo è difficile, perché per fortuna nella mia carriera ho avuto successo in molte squadre, e in ognuna di queste ho lasciato un pezzo di cuore. Quando lavori con passione perché stai bene in un team, riesci anche a stringere amicizie e rapporti umani importanti.
D: È rimasto amico di quale giocatore?
R:
Ci sono legami forti che continuano ad esistere al di fuori delle squadre, come l’amicizia con Giampaolo Pazzini, Dario Dainelli e Franck Ribery. Con molti altri ho mantenuto dei buoni rapporti e siamo rimasti in contatto.

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 21-11-2016 01:53 PM


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