«A X Factor eravamo infelici»

di Andrea Cominetti
A sopresa, hanno lasciato il talent perché «non si può passare dal memoriale di un ragazzo morto allo spot delle patatine». I Daiana Lou a LetteraDonna: «Non avevamo più forza per restare».

X FACTOR: LASCIANO I DAIANA LOU, E' POLEMICA

«X Factor è una macchina meravigliosa, ma noi ci sentivamo schiacciati».
Hanno lasciato tutti a bocca aperta, quando nel momento di massima tensione, appena prima dell’annuncio dei due eliminati del pubblico, i Daiana Lou hanno gettato la spugna e deciso di abbandonare X Factor 10 prima del verdetto del quarto live.
«Non ce la facciamo più, è come stare all’interno di una centrifuga», ha spiegato la coppia – anche nella vita dal 2013 – che prima del talent viveva a Berlino e si guadagnava da vivere facendo gli artisti di strada.
E hanno dato la colpa del loro malessere soprattutto dei tempi televisivi, troppo stretti e serrati, in cui «si vivono le emozioni in maniera molto caotica, passando dalla gioia al dolore senza avere il tempo di assimilare nulla». Daiana Mingarelli e Luca Pignalberi (voce e chitarra), nella squadra di Alvaro Soler, hanno infatti ‘protestato’ in diretta anche contro i meccanismi del talent: «Non si può passare dal memoriale per un ragazzo morto alla pubblicità delle patatine» (Cranio Randagio,il rapper che aveva partecipato a X Factor 9 trovato morto all’alba del 13 novembre, ndr).
LetteraDonna li ha intervistati.

DOMANDA: Non siete pentiti?
LUCA: No, assolutamente. Noi, prima di tutto dobbiamo rispondere a noi stessi. E negli ultimi giorni non eravamo felici. Non è stata una decisione che abbiamo preso alla leggera, abbiamo pensato e ripensato a cosa fosse giusto fare. Ma la musica per noi era una liberazione e nell’ultimo periodo non la vivevamo più così.
D: Quando avete iniziato a stare male?
DAIANA:
Io il disagio molto forte l’ho sentito l’altro ieri durante la prova per l’opening in memoria di Cranio Randagio. In quell’occasione, ho avuto il mio primo attacco di panico. Un episodio che mi ha fatto aprire gli occhi sulla vita che voglio. Ma già tre giorni fa, quando sono venuti a farci ascoltare Petrolio, la canzone che avremmo dovuto cantare, mi si è spento qualcosa dentro. Sono diventata silenziosa, ho iniziato a fissare il vuoto e a domandarmi: «Perché sono qui?».
D: Andandovene, avete più volte ribadito che per voi la felicità non coincide con il successo. Perché, allora, scegliere di partecipare a un talent televisivo?
LUCA:
In quanto musicisti, il nostro obiettivo è quello di arrivare a più persone possibili e, in questo senso, X Factor è una delle maniere più immediate per riuscirci. Noi abbiamo la fortuna di fare e di vivere di musica, ma – essendo indipendenti – ne dobbiamo seguire la produzione dall’inizio alla fine. Abbiamo scelto di partecipare anche per questo, per far sì che qualcuno – sentendoci e credendo in noi – ci alleggerisca da tutti quegli altri lavori che gravitano attorno alla musica, ma che musica non sono.
D: Non sarebbe stato più semplice restare almeno fino alla presentazione dell’inedito?
LUCA:
Sì, ma ci siamo resi conto che non eravamo più in grado di dare quello che volevamo dare all’inizio. Non avevamo più quella brillantezza che ci avrebbe permesso di andare avanti e che gli altri concorrenti, invece, avevano. È stato doveroso fare un passo indietro, anche per loro.

Daiana 2

D: In molti, soprattutto sui social, hanno aspramente criticato la vostra decisione…
LUCA:
Ne siamo consapevoli, nel nostro Paese si parla male di chi per disperazione sbarca a Lampedusa, figurati se non si parla male di questo. Noi, che siamo comunque dei privilegiati, siamo pronti a pagarne le conseguenze. Siamo tranquilli.
D: Non credete che questa scelta possa condizionarvi anche artisticamente?
DAIANA:
No, quello che abbiamo fatto rispecchia chi siamo e la nostra musica. Siamo convinti che qualcuno ci abbia capiti, apprezzati e magari voglia darci un’opportunità.
D: Se non foste arrivati al ballottaggio ve ne sareste andati comunque?
DAIANA:
L’avremmo fatto sicuramente in settimana. Le emozioni che avevamo dentro dopo l’esibizione di ieri erano veramente brutte, non vedevo l’ora di smettere di cantare e non mi era mai successo. Sul palco sembravo una pazza, un’instabile, e non ho più intenzione di sentirmi così.
D: Quindi è un’esperienza che non rifareste?
DAIANA:
No, la rifaremmo comunque. All’inizio ne eravamo davvero convinti, parlavamo di una sfida, di un riscatto. Poi Alvaro Soler c’ha voluto fortemente, ci ha capiti fin dal primo momento e portato anche una ventata d’aria fresca. La riteniamo in ogni caso qualcosa di meraviglioso, se avessimo avuto più forza saremmo rimasti, ma non ce l’avevamo.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 18-11-2016 06:20 PM


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