«Mi ispiro a Johnny Depp»

di Paola Medori
In Braccialetti Rossi è Toni il furbo, goliardico ed esilarante. Con il suo personaggio, Pio Luigi Piscicelli condivide il valore dell'amicizia. In questa intervista ci racconta i suoi progetti.

piscicelliSe il gruppo di Braccialetti Rossi è così unito, buona parte del merito va al personaggio di Toni. Parola di Pio Luigi Piscicelli, l’attore diciassettenne che lo interpreta. Una vera e propria forza della natura: simpatico e con la battuta sempre pronta. Quello di Toni il Furbo, per l’attore originario di Boscoreale, è il primo ruolo importante. Fuori dal set frequenta il liceo linguistico, non ama molto lo sport e preferisce suonare il pianoforte. Da buon napoletano, però, si diverte a fare i presepi artigianali con il sughero. Per il suo futuro sembra avere le idee chiare: «Mi piacerebbe frequentare il centro sperimentale di cinematografia a Roma, ma è una scelta piuttosto ambiziosa».

piscicelli1DOMANDA: Quanto le somiglia il suo personaggio?
RISPOSTA: Toni presenta delle peculiarità congeniali al mio carattere, ma anche elementi in antitesi. Lui è molto rigoroso, io più distratto. Da lui ho preso gli aspetti goliardici ed esilaranti che mi consentono di uscire anche dalle situazioni più complicate. Inoltre, diamo entrambi grande valore all’amicizia.
D: Come nasce la passione per la recitazione?
R: I miei genitori mi hanno trasmesso l’amore per l’arte. Mia madre faceva parte di una compagnia amatoriale e mio padre scriveva canzoni umoristiche. Da piccolo ho ottenuto un piccolo ruolo nella compagnia diretta da un amico di mamma. Quest’occasione è stata il preludio del mio breve percorso da attore.
D: Braccialetti Rossi è la sua prima esperienza da protagonista. Come ha ottenuto la parte?
R: Il primo provino lo ricordo con tanta allegria, pathos e con un divertente aneddoto. Quando toccava a me non sapevo dove nascondere la mozzarella che avevo tolto dalla pizzetta che mi avevano dato. Decisi così di metterla in tasca.
D: Dopo la fiction, ha incontrato dei ragazzi ricoverati nei reparti di oncologia. Che effetto fa conoscerli nella realtà?
R: Sono stato in diversi ospedali ed è straordinaria l’energia con cui le persone che soffrono sanno lenire il dolore. Hanno una dose di ottimismo supplementare. Penso che tutto abbia un equilibrio.
D: Come si trova con il resto del cast? Vi incontrate anche fuori dal set?
R: Sì, ci incontriamo, soprattutto nel periodo della promozione. Siamo diventati un’autentica famiglia, con tutte le caratteristiche che un’atmosfera familiare ideale può fornire. I litigi non mancano, ma sono utili per consolidare l’empatia.
D: Che rapporto ha con le fan?
R: Sono molto affettuose e mi mandano messaggi colmi di riconoscenza e sincerità. Mi fanno anche regali straordinari e ogni giorno, prima di andare a scuola, leggo un pensiero che lasciano scritto sul palo vicino al cancello di casa mia.
D: Lei è di Boscoreale, in provincia di Napoli. Le capita mai di rifarsi alla comicità di Totò?
R: Totò è una maschera universale che non può essere imitata, ma solo venerata.
D: Si sente più maturo dei suoi compagni?
R: Assolutamente no. Ci sono molti ragazzi talentuosi che non si propongono perché si vergognano o per tanti altri motivi. Auguro a tutti quelli che vogliono fare questo mestiere di esordire con un progetto del genere.
D: A quali attori si ispira?
R: Mi piace molto Johnny Depp, per la sua versatilità.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 18-11-2016 04:28 PM


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