«De Luca, le parole hanno un peso»

di Giulia Mengolini
Abbiamo parlato con Lorella Zanardo dopo che il presidente campano ha detto che Rosy Bindi sarebbe «da uccidere». «Un politico non può arrivare a tanto. In altri Paesi sarebbe caduto il governo».

>>>ANSA/DE LUCA, BINDI INFAME DA UCCIDERLA.SCONTRO NEL PDPrima l’attacco sessista a Virginia Raggi, poi quello nei confronti di Rosy Bindi. La prima era «una bambolina imbambolata», la seconda sarebbe invece «da uccidere».
È questo il linguaggio del presidente della Campania Vincenzo De Luca, che in un’intervista a Matrix ha rilasciato questa agghiacciante dichiarazione: «Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla. Ci abbiamo rimesso l’1,5%, il 2% di voti. Atti di delinquenza politica. E non c’entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi». Il motivo di tanto livore? La presidente della Commissione Antimafia lo aveva inserito nella lista dei «candidati impresentabili» poco prima delle elezioni regionali del 2015.
Se si pensa che il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle donne, e che il femminicidio in Italia, è diventato una piaga dai numeri impressionanti, dichiarazioni come quelle di De Luca non devono più essere tollerate.
Ne abbiamo parlato con Lorella Zanardo, attivista e autrice del Corpo delle donne, che da anni si batte contro gli stereotipi di genere.

zanardoDOMANDA: Signora Zanardo, come si possono commentare le parole di De Luca?
RISPOSTA: Eh, cosa posso dire? Le devo dire per prima cosa che domani parlo a un convegno importante a Firenze che si chiama Parla Con Lei,  intorno al tema della violenza sulle donne. Tra l’altro, tra poco, il 25 novembre è la Giornata Mondiale. Ci capiamo, no?
D: Quanto è grave l’affermazione nei confronti della Bindi?
R: Gravissima. Gli uomini adulti, se sono personaggi pubblici, devono stare molto attenti a quello che dicono: le parole hanno un peso. Non può un uomo – molto maturo – che ricopre una figura pubblica, dire una cosa del genere. Attenzione, non stiamo parlando di ragazzini: in molti dibattiti si parla dei nativi digitali che non hanno padronanza delle loro azioni – lo vediamo negli insulti, nel cyberbullismo – ma noi adulti siamo consapevoli. Una frase del genere detta da un politico è gravissima, perché i giovani lo ascoltano, e possono considerarlo una figura di riferimento.
D: Non è la prima volta che Rosy Bindi, tra l’altro, viene attaccata con dichiarazioni sessiste da uomini politici.
R: Infatti. La frase di De Luca ricorda un po’ quando Berlusconi le disse: «Lei è più bella che intelligente». Allora ci fu una levata di scudi, non si parlava d’altro, perché aveva fatto cadere l’ex ministra nello stereotipo «o sei giovane e attraente o non vali nulla». Questa volta, invece, abbiamo addirittura peggiorato la situazione: siamo arrivati a dire di un’avversaria politica che andrebbe uccisa. De Luca va condannato anche dai suoi colleghi di partito: sia destra che sinistra devono prendere posizione.
D: Polemiche, bufere mediatiche. Ma poi non viene preso nessun tipo di provvedimento. Non crede che questo veicoli un messaggio poco educativo per i più giovani?
R: Questa è una cosa importantissima, sì. Io nelle scuole faccio corsi di Educazione ai media e il ragazzino inconsapevole che fa la foto dell’amico che si bacia con uno e la mette online  oggi ha scoperto di essere perseguibile penalmente, quindi che ci sono conseguenze gravi. Qual è invece la pena – chiamiamola così – che sconta un politico? Servono delle scuse pubbliche, non per una questione di decoro ma perché, ripeto, le parole hanno un peso. De Luca deve dire: «Ho sbagliato». Non si può continuare a pensare che le azioni non abbiano conseguenze.
D: De Luca a luglio 2016 aveva definito la sindaca di Roma Virginia Raggi definendola una «bambolina imbambolata».
R: Anche quando si riferì a Raggi con queste parole – usate a volte anche nei confronti del ministro Boschi da altri – disse una cosa molto grave. Perché si tende all’oggettivazione delle donne, che non è una cosa da poco, ma in Italia si fa molta fatica a capirlo. Se lei prova a parlarne con amici, magari, le rispondono: «Ma caspita, te la prendi per niente! In fondo bambolina è un complimento, non è un’offesa». Ecco perché il nostro Paese a livello mondiale è molto arretrato: se proviamo a dire una cosa simile a una politica in Svezia cade il governo. Bambolina detta da un politico a una sindaca è un modo di svilire, sminuire la funzione pubblica che Raggi o Boschi ricoprono. Sono stereotipi sessisti e le donne non devono aver paura di essere delle rompiscatole: non importa, il rispetto ha un grande peso.
D: Il 25 novembre è vicino. Cosa vuole dire a uomini che usano un linguaggio come quello di De Luca?
R: Forse De Luca non sa nemmeno che giorno è il 25, ma c’è un’attenzione enorme su violenza e femminicidio in questi giorni. Io non gliela farei passare in questo momento. Credo dovremmo essere molto dure e chiedere delle scuse pubbliche. Quello che ha detto è gravissimo.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 17-11-2016 07:56 PM


Una risposta a “«De Luca, le parole hanno un peso»”

  1. Vlad scrive:

    De Luca parla in termini violenti anche dei maschi. Questo linguaggio ormai è sdoganato, ahimè

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