La donna che dimostrò l'olocausto

Nelle sale italiane arriva La verità negata, il film che racconta il processo che vide contrapposti un negazionista e la storica Deborah Lipstadt. Ecco la sua storia.

rachel weisz deborah lipstadtSi intitola La verità negata il film che racconta le vicende della storica Deborah Lipstadt, studiosa che nel 1996 dovette difendersi in tribunale dalle accuse di diffamazione mosse dal negazionista dell’Olocausto David Irwing. La particolarità del sistema giudiziario britannico, però, imponeva proprio alla Lipstadt il cosiddetto onere della prova: insomma, doveva dimostrare che l’Olocausto era davvero accaduto, e che Irwing mentiva ignorando a bella posta le evidenze storiche. Un intrico giudiziario che è appunto il cuore pulsante del film con Rachel Weisz nei panni della storica e nelle sale italiane dal 17 novembre.

LA STORIA IN PRIMA PERSONA
Da una parte l’alterazione più bieca dei fatti, dall’altra la verità incontrovertibile della Storia, che Deborah Lipstadt ha studiato e difeso in decenni di carriera, per tutta la sua vita. Ebrea lei stessa, nata a New York da padre tedesco e  madre canadese, si è ritrovata a vivere la Storia in prima persona. Nel 1967 si trovava in Israele per un anno di college, proprio allo scoppio della Guerra dei sei giorni. Lipstadt è stata chiaramente sempre molto attenta alle proprie radici, cercando di coglierne origini e diramazioni. Ecco perché, dieci anni più tardi, tornata ormai da tempo a New York, conseguì un dottorato in storia ebraica.

IL LIBRO DELLA POLEMICA
Dopo aver insegnato nelle università per tanti anni, nel 1993 pubblicò un libro intitolato Denying the Holocaust: The Growing Assault on Truth and Memory. Un volume scritto per denunciare, una volta per tutte, la sistematicità con cui un numero crescente di sedicenti storici producevano mole di pagine per negare l’Olocausto. Fu proprio quel volume a scatenare David Irwing, che non sopportava di essere definito negazionista. Ma, alla fine, la corte non poté fare altro che dare ragione a Lipstadt e la reputazione di Irwing ricevette finalmente un duro colpo.

UN IMPEGNO SENZA FINE
Lipstadt ha raccontato i giorni del processo in un libro che è stato pubblicato anche in Italia: La verità negata. La mia battaglia in tribunale contro chi ha negato l’Olocausto (Mondadori, pp. 411, 17 euro). Proprio dal racconto di queste pagine è tratto il film. Quella, però, non è stata l’ultima battaglia di Lipstadt, che è sempre stata molto attenta a come si parla di Olocausto nei discorsi di politici e media. Nel 2007, ad esempio, ha accusato di ‘Negazionismo soft‘ «quei gruppi di persone che rifiutano di celebrare il Giorno della memoria a meno che non venga data uguale rilevanza ai pregiudizi anti-musulmani (concetto espresso riferendosi a un caso particolare, ma che non si applica solo ai musulmani, ndr)». Inoltre, nel 2011, ha condannato i politici israeliani americani che sono soliti usare l’idea di Olocausto per giustificare politiche contemporanee.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 17-11-2016 05:40 PM


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