L'ultima, disperata mossa per fermare Trump

La #NotMyPresident Alliance ha pubblicato un file con i contatti dei grandi elettori: l'obiettivo è convincerli, via mail o per telefono, a far loro cambiare idea e non votare per l'imprenditore.

Non tutto è perduto. Ne sono convinti quelli della #NotMyPresident Alliance, il gruppo di attivisti nato dopo l’elezione di Donald Trump allo scopo di contestare e contrastare la sua ascesa alla Casa Bianca. La loro ultima speranza è riposta nel sistema elettorale statunitense, dove l’esito delle urne viene di fatto ratificato dai membri del Collegio elettorale, composto da 538 grandi elettori. Grazie al voto popolare, Trump ne ha ottenuti 306, che dovrebbero votare per lui. L’obiettivo della Alliance è far cambiare idea ad alcuni di loro, per non far votare loro il candidato repubblicano. E, a questo scopo, quelli di #NotMyPresident hanno messo online un file che contiene indirizzi, e-mail, numeri di telefono, etnia, genere dei grandi elettori da contattare in massa per portarli dalla propria parte.

MISSIONE IMPOSSIBILE
Nella storia degli Stati Uniti non è mai successo che i grandi elettori votassero contro il candidato per cui erano stati nominati: che possa accadere con Trump è altrettanto improbabile, anche se le elezioni 2016 sono state tutte all’insegna delle grandi sorprese. Inoltre, in ben 29 stati vigono delle leggi che puniscono i cosiddetti elettori infedeli. Anche se è praticamente impossibile che Trump venga, per così dire, ‘esautorato’ da quelli che dovrebbero essere i suoi sostenitori ufficiali, una pattuglia ben nutrita di elettori infedeli farebbe comunque non poca notizia, indebolendo la posizione del tycoon.

MINACCE NON TOLLERATE
Il file dei contatti è particolarmente approfondito e ponderato. I nomi degli elettori sono colorati a seconda della loro supposta inclinazione a cambiare idea o meno: in verde quelli più facili da convincere, in nero quelli che non vale nemmeno la pena contattare. Alcuni dei Grandi elettori si sono lamentati dell’iniziativa: il repubblicano Jim O’Connor, ad esempio, ha detto a Buzzfeed di aver ricevuto una sessantina di telefonate e circa 1500 email. Jon Gedney, che è il portavoce della Alliance, ha voluto sottolineare che nessuno ha intenzione di tollerare alcun atto intimidatorio, di aggressione o violenza che sia. Gedney sa che l’impresa è impossibile, ma il fatto che il Paese sia infiammato da tutta una serie di proteste anti-Trump lo rendono speranzoso.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 17-11-2016 01:48 PM


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