«Il mio brano a Sanremo con Morgan»

di Andrea Cominetti
Dopo il suo primo album, Silver, quarto classificato a X Factor nell'edizione di Mengoni, ci racconta la sua esperienza durante e dopo il talent. E si toglie qualche sassolino dalle scarpe.

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Sono passati sette anni da quando Silver e il suo ciuffo ribelle calcarono per la prima volta il palcoscenico di X Factor 3. Era il 2009, la trasmissione veniva trasmessa ancora da Rai Due e il ragazzo dagli occhi azzurri e lo sguardo pulito venne scelto da Morgan – insieme, tra gli altri, anche a Marco Mengoni – per far parte della categoria Under 24. Concluse la sua avventura aggiudicansosi il quarto posto, dopo aver presentato tra le polemiche l’inedito Fuori c’è il sole: «Morgan, dopo la mia esibizione, protestò contro il sistema perché secondo lui la canzone che mi avevano dato non mi rappresentava. In effetti, il brano rifletteva più la mia immagine che il percorso che avevo compiuto in trasmissione, che andava dai Beatles a David Bowie».

DOMANDA: Era d’accordo con lui quindi?
RISPOSTA:
Certo. Prima della semifinale sia io che lui provammo a proporre un pezzo a testa alla casa discografica, ma vennero entrambi rifiutati perché considerati troppo deboli. Poi, non avendo più tempo a disposizione, abbiamo dovuto tenere quello, considerato anche che ne avevo già scartati altri due.
D: Si ricorda il brano che le aveva proposto Morgan?
R:
Sì, era Semplicemente, il brano che Morgan ha poi proposto con i Bluvertigo all’ultimo Sanremo. Ovviamente in una versione riarrangiata da loro e modificata in parte anche nelle parole, ma era lui. Mi ha fatto molto piacere vederlo lì, era il segno che – a differenza di ciò che diceva la casa discografica – il brano valeva.
D: Torniamo a lei e al momento in cui si sono spente le telecamere di X Factor.
R:
A differenza di altri, che già prima di entrare avevano una struttura alle spalle, io me la sono cercata a posteriori. Ho dovuto rimettermi in sesto, trovare la mia via: ho fatto un po’ di giri di agenzie, di manager e ho perso un po’ di tempo. Ameno un paio d’anni.
D: Qual era la difficoltà maggiore?
R:
Trovare persone competenti di cui potermi fidare. In realtà, questa ricerca, sarebbe meglio farla prima così da sfruttare al 100% la botta di popolarità che ti arriva con il talent. È il consiglio che mi sento di dare sempre, quando me lo chiedono.
D: Prima di partecipare al programma era il frontman di una band. Perché non ha provato di ricominciare con loro?
R:
Ci ho provato, in realtà, a fare Silver & i Sunshine, ma – a quel punto – loro non c’erano più. Uno era andato a Londra, un altro aveva lasciato. A ogni modo, forse la strada solista mi rappresentava di più, anche commercialmente era più opportuno continuare così. Con i ragazzi è rimasto comunque un buonissimo rapporto di amicizia.

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D: Poi cos’è successo?
R:
Dal 2011 ho fatto uscire una serie di singoli, alcuni autoprodotti altri sotto etichetta discografica, fino ad arrivare a Silver, il mio primo vero album.
È uscito a maggio 2016 e contiene 10 pezzi, alcuni già pubblicati in precedenza e altri inediti, con – nel finale – anche una cover di Bob Dylan.
D: Cosa ha provato quando l’ha tenuto per la prima volta tra le mani?
R:
Ho pensato: «Finamente! Era ora!». La domanda ricorrente, mia e dei miei collaboratori, era «Perché non l’abbiamo fatto prima?». Dipendeva dalla testa, dal capire che potevamo effettivamente riuscirci. In passato, abbiamo fatto buoni posizionamenti con le canzoni, sono passate anche in radio importanti, ma era come se mancasse qualcosa.
D: Con tutte le difficoltà che ha incontrato, non ha mai pensato di smettere?
R:
Assolutamente no, non mi è proprio mai balenato per la mente. Sono sempre riuscito a campare di musica e lo sto facendo anche adesso. La svolta, per me, è stata avere la possibilità di scrivere i miei pezzi. In quelli degli altri non sono mai riuscito a entrarci dentro fino in fondo.
D: Quindi rifarebbe tutto?
R:
Tutto quanto. Per le competenze apprese e le persone di grande valore e professionalità che ho conosciuto. Parlo di Luca Tommassini, Morgan, tutta gente con cui – dopo tutti questi anni – ho ancora rapporti.
D: Poi, però, Morgan ha litigato pesantemente con il talent.
R:
Le cose, in effetti, sono cambiate molto da quando X Factor si è trasferito su Sky. In Rai il clima era molto più familiare, il format era diverso. Adesso è più rigido, con più paletti e si sa che davanti ai paletti Morgan non sta bene.
D: Sembra che la sua eredità ora sia stata presa da Manuel Agnelli…
R:
In realtà, non riesco a paragonare Morgan a nessuno di quelli che gli sono succeduti. Non conosco Agnelli, ma conosco gli Afterhours, che fanno un genere molto distante dal mio. Posso comunque dire che la passione musicale che ho visto in Morgan non l’ho vista in nessun altro.
D: Per il suo futuro che si auspica?
R:
Ora punto al prossimo album, ma senza dimenticarmi di questo, da cui è appena stato tratto il secondo singolo E non mi dire. In questo periodo poi sto riprendendo anche a scrivere in inglese, come facevo all’inizio. Abbiamo avuto anche contatti con l’estero e vogliamo provare a cavalcare quest’onda, vedremo che succederà.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 17-11-2016 01:46 PM


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