La Francia censura lo spot sulla sindrome di Down

Era stato girato nel 2014 in risposta a una madre in apprensione per la vita del figlio. Ma è stato scambiato per un filmato pro-vita: «Potrebbe disturbare la coscienza delle donne che hanno fatto scelte diverse di vita personale».

Coordown-Dear-Future-Mom-2«Il 9 febbraio abbiamo ricevuto questa mail da una futura madre: Aspetto un bambino. Ho scoperto che ha la sindrome di Down. Sono spaventata: che tipo di vita avrà mio figlio?. Abbiamo risposto così»:

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Nel 2014 il Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down in Francia (CoorDown) aveva risposto con questo bel video alle parole di apprensione di una futura mamma incinta di un bimbo Down. Un filmato, dal titolo «Dear Future Mom», che ha come protagonisti proprio adulti e bambini con la sindrome del futuro neonato che spiegano alla donna di non essere spaventata: «Cara mamma, tuo figlio potrà fare un sacco di cose», dicevano. Ma qualcosa non è piaciuto.

FINALITÀ AMBIGUA?
Il Consiglio di Stato francese ha deciso di censurare quel video, realizzato per la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down del 2014, confermando la decisione presa due anni fa dal CSA (Consiglio Superiore per l’Audiovisione) sul corto. Il motivo? Lo spot «non può essere considerato come un messaggio d’interesse generale e la sua finalità può apparire ambigua e non suscitare un’adesione spontanea e consensuale».
Insomma, l’Authority ritiene che il filmato possa addirittura «disturbare la coscienza delle donne che, nel rispetto della legge, hanno fatto scelte diverse di vita personale», cioè che hanno deciso di non fare nascere i figli con sindrome di Down. Così ha deciso di vietarne la trasmissione nelle Reti televisive francesi.

LA REPLICA
«Nelle intenzioni di CoorDown e dei nostri partner internazionali», ha replicato l’associazione, per cui la scelta dell’Authority è un atto che lede i diritti umani e la libertà di espressione delle persone con sindrome di Down – «non c’era alcun intento di fare una campagna pro-life, ma la volontà di rispondere a una madre in attesa di una bimba con la sindrome di Down che aveva scritto una lettera all’associazione chiedendo come sarebbe potuto essere il futuro della figlia che aspettava. CoorDown aveva quindi deciso di dare la parola direttamente a giovani e ad adulti con sindrome di Down che, pur ammettendo le difficoltà della loro condizione, affermavano con determinazione che la loro è una vita degna e felice».

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Publicato in: Attualità, video Argomenti: Data: 16-11-2016 05:42 PM


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