«Chi ha detto che l'uomo è più forte?»

di Paola Medori
Il campione di arti marziali miste Alessio Sakara su Dmax va alla ricerca del vero fighter. Senza distinzione di sesso, perché nella vita non servono solo i muscoli.

sakara modificata«Conoscerete donne determinate e veramente forti, che hanno tirato fuori le palle». Parole di Alessio Sakara, il primo lottatore di arti marziali miste italiano a combattere Ultimate Fighting Championship, che su Dmax, insieme a Martin Castrogiovanni, pilone della nazionale azzurra di rugby, va in onda ogni martedì con il road show Il più forte. «Chi pensa che la forza derivi solo dai muscoli, si sbaglia di grosso». Nel programma, infatti, le prove a eliminazione diretta sono ispirate a qualità come perseveranza, disciplina, umiltà e sacrificio: i concorrenti hanno dovuto mungere delle pecore o mangiare più peperoncino possibile, solo per fare un paio di esempi. Le qualità elencate, così come di cui Sakara si è fatto tatuare le iniziali sulle dita, non hanno certo distinzione di genere. Per questo, tra i partecipanti ci sono anche tre donne.

DOMANDA: Cosa l’ha colpita di più delle ‘signore’?
R: Il fatto che sono davvero forti e tenaci: sono atlete, ma certo non culturiste. Avrete una grande sorpresa soprattutto nella quinta puntata: c’è una prova dove una donna si scontrerà contro un uomo, con un finale a sorpresa, in cui lei dimostra una fermezza mai vista prima.
D: Allora lo ammette. Abbiamo davvero una marcia in più?
R: Assolutamente sì. Il mio parere personale, a prescindere dalla trasmissione, è che le donne siano superiori, sia a livello fisico che mentale. Hanno una sopportazione del dolore inverosimile. E una perseveranza unica nel loro dna. Una delle concorrenti è una mamma che si allena nel tempo libero.
D: Il vincitore sceglierà se sfidare lei o Martin Castrogiovanni nella Grande Prova Finale. Se fosse una donna lei si tirerebbe indietro?
R: Mai. Per un anno, durante la mia carriera, sono stato allenato proprio da una donna. Mi sono trovato bene. Non ho nessun tipo di riserva. Sarei prontissimo.
D: Eppure in Italia, come in altri Paesi, le donne sportive sono vittime di sessismo.
R: Credo che dipenda sempre dal tipo di sport. Alcuni sono considerati ‘da maschi’ non tanto per lo sforzo fisico, quanto per una questione di gusti. Personalmente, non amo vedere due donne che fanno a pugni. Ma di certo non sono contrario al fatto che seguano la mia disciplina sportiva, anche se è molto dura.
D: Le faccio un esempio italiano. A maggio del 2015, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Felice Belloli, definì le giocatrici «quattro lesbiche» (leggi qui l’intervista alla nazionale Martina Rosucci).
R: Il fatto è che nel calcio non c’è etica ma solo business. Per me è un gioco, non uno sport che è anche una scuola di vita, come il judo o la lotta, dove nessuno dirà mai alle nostre atlete che sono, appunto, quattro lesbiche.
D: Le piacerebbe allenare delle donne?
R: Non è il mio obiettivo, per ora vorrei continuare a combattere in giro per il mondo. Spero almeno fino a 42 anni (ne ha 35, ndr). Intanto, il 10 dicembre al Mandela Forum di Firenze sfido Joey ‘The Mexicutioner’ Beltran e mi sto concentrando sugli allenamenti in vista dell’incontro.

Martin Castrogiovanni e Alessio Sakara.

Martin Castrogiovanni e Alessio Sakara.

D: Torniamo a Il più forte. Come nasce la ‘strana coppia’ con Castrogiovanni?
R: Io e Martin in realtà eravamo amici già da tempo. Così, quando mi è stata proposta la conduzione de programma a fianco di ‘Castro’, ho detto subito di sì.
D: Lavorare insieme è stato divertente?.
R: Molto. Siamo due giocherelloni, insieme siamo esplosivi, come Asterix e Obelix. Praticamente un mix perfetto. È stato divertimento allo stato puro, non un lavoro.
D: Che persone avete incontrato durante il vostro programma on the road?
R: Siamo stati fortunati, perché in ogni città abbiamo trovato dei grandi personaggi. Gente comune con tanto carattere. Mi ha colpito molto la partecipazione di padre e figlio. Erano in competizione continuamente: la sfida era solo tra di loro.
D: Quale è stato il personaggio ‘più forte’ che le è rimasto impresso?
R: Un uomo molto muscoloso e vigoroso che, ad ogni prova, è riuscito ad adattarsi nel migliore dei modi, senza usare la forza dei suoi muscoli. Un personaggio incredibile che è arrivato primo tra i primi, in modo delicato.
D: Lei la ricetta per vincere ce l’ha sulle dita: Perseveranza, Disciplina, Umiltà e Coraggio.
R: Si, è il codice del legionario (‘Legionarius’ è il suo soprannome, ndr). Ma in realtà si tratta di qualità che servono ad un uomo. Anche nelle 12 fatiche di Ercole, la forza non è quella dei muscoli. Ogni fatica partiva da qualcos’altro: dalla perseveranza, dall’astuzia e così via.
D: Qual è la qualità più importante?
R: La disciplina. È quella che ti guida per raggiungere il tuo obiettivo, qualsiasi esso sia, perché allena il carattere. Puoi essere motivato e coraggioso, ma senza disciplina non c’è azione.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 15-11-2016 05:00 PM


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