Educali con la psicologia

Capita a tantissime mamme di avere a che fare con figli irrequieti, che non vogliono calmarsi e dare ascolto. Ecco sette trucchi per vincere questa 'sfida' con le piccole pesti in famiglia.

Esistono fior di manuali sull’argomento: come riuscire a farsi dare retta da un bambino irrequieto? Può capitare a ogni genitore, al di là dei metodi educativi, di avere a che fare con un piccoletto ribelle, che non ascolta, che piange se ripreso, che vuole fare di testa sua. Visto che il comportamento di un figlio diventa spesso una sfida psicologica, su Reddit un genitore ha chiesto consigli in merito. Ecco i trucchi psicologici più interessanti suggeriti dagli altri utenti.

SCEGLI LE PAROLE GIUSTE
«Le persone cambiano in base a come le definisci. Se tratti una persona come un mostro, diventerà un mostro», scrive un utente. Che poi aggiunge: «Le parole sono molto potenti. Per questo non dico mai cose brutte a nessuno, anche se sarebbero meritate». Le persone, e dunque anche i bambini, ti seguiranno più facilmente se hai la loro approvazione, invece di doverla conquistare. «Non dire mai ‘non fare x’: mio figlio era terribile e all’asilo lo sgridavano sempre. Poi ho iniziato a dirgli ogni mattina ‘Oggi sarai un bravo ometto’», ha scritto un altro utente, precisando poi che la tecnica ha funzionato.

DAGLI L’ILLUSIONE DI SCEGLIERE
Un maestro elementare scrive: «Ai miei alunni do l’illusione di farli decidere. Invece di dire ‘Volete iniziare a scrivere?’ butto lì la domanda ‘Preferite farlo con una matita o la penna?’». In questo modo, spiega l’utente, i bambini si concentrano così tanto sulla scelta da effettuare, che si dimenticano di non voler fare i compiti.

GUARDALO NEGLI OCCHI
«Il mio trucco preferito è guardare mio figlio negli occhi, in silenzio, quando lui prova a convincermi a fare o dargli qualcosa», dice un utente. In questo modo, spiega, i bambini finiscono per «negoziare con loro stessi».

FALLO RIDERE
Un utente aggiunge: «Avete un piccoletto con una giornata storta? Prendetelo, guardatelo dritto negli occhi e ditegli in modo serio: ‘Sei matto, quindi non ridere’. L’ho fatto con 15 cugini in due decenni e alla quinta volta che lo dicevo, loro iniziavano a ridere». Un po’ insolito, ma il metodo sembra funzionare, nel tempo e con più bambini.

ACCETTA LE SUE LAMENTELE
Se si vuole calmare un bambino, dovete mostrare comprensione e farvi dire cosa c’è che non va, in modo da far diminuire i pianti (e le urla). Lo spiega un utente: «Usate frasi come ‘Capisco perché sei arrabbiato’ e ‘Anche a me farebbe lo stesso effetto’: se loro accettano la vostra comprensione, accetteranno anche il vostro desiderio di abbassare i toni. E si calmeranno».

FAGLI DEI COMPLIMENTI
«Molte persone sono molto sensibili all’adulazione. Amano sentirsi dire ciò che vogliono. Eppure c’è chi non usa questa strategie, perché la ritiene ovvia e un po’ goffa. Ma ti suggerisco di provarla», scrive un altro utente.

ABBASSA LA VOCE
Un altro utente aggiunge: «Durante una discussione, non alzate i toni. Parlate a voce bassa: l’ascolto attivo porta al pensiero attivo. Quando i bambini devono ascoltare e pensare, non riescono anche ad urlare e litigare.»

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 15-11-2016 11:00 AM


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