«Nessuno tocchi i nostri diritti»

di Matteo Innocenti
Il grido di Sasha Savenko, che insieme a tanti altri giovani a Seattle ha manifestato contro Donald Trump: il neo presidente, oltre all'Obamacare, vorrebbe abolire anche l'aborto.
Sasha Savenko (sulla sinistra) manifesta insieme all'amica Sydney.

Sasha Savenko (sulla sinistra) manifesta insieme all’amica Sydney.

In un’intervista alla Cbs, Donald Trump ha annunciato che alla Corte costituzionale nominerà giudici ‘pro vita’: se dovesse essere rovesciata la sentenza della Corte suprema che riconosce il diritto all’aborto, la materia tornerebbe di competenza dei singoli Stati. In risposta, Katy Perry, che si era schierata al fianco di Hillary Clinton, ha donato 10mila dollari a Planned Parenthood, colosso nel settore delle cliniche abortive americane, invitando i fan a supportare tutte le organizzazioni che rischiano di perdere finanziamenti pubblici dopo l’elezione di Trump. Cresciuta a Richmond, in Virginia, e appena trasferitasi dalla parte opposta degli Stati Uniti, a Seattle, dove frequenta la University of Washington, Sasha Savenko è tra le migliaia di giovani che hanno manifestato (tra di loro anche Neil Ramos) contro Trump. «Ho paura che voglia togliere alle donne il diritto di scegliere. Temo che con lui i metodi contraccettivi, che in questo Paese sono gratuiti, diventeranno costosi o difficili da acquistare», racconta a LetteraDonna.

DOMANDA: Perché è importante un’organizzazione come Planned Parenthood?
RISPOSTA: Perché si impegna per spiegare alle ragazze poco istruite l’importanza del sesso protetto. Per il lavoro che fa nella prevenzione del cancro al seno e alla cervice uterina, e l’aiuto nel trattamento di malattie sessualmente trasmissibili.
D: Una delle prime mosse di Trump potrebbe essere l’abolizione dell’Obamacare, almeno in parte.
R: Cancellarlo vorrebbe dire mettere molte vite in pericolo. Solo per fare qualche esempio, il ragazzo di una mia amica ha il diabete e senza l’Obamacare non potrà permettersi l’insulina. La madre della mia migliore amica deve fare un intervento chirurgico alla schiena per poter continuare a lavorare: senza assicurazione sanitaria non potrà farlo.
D: Le sue preoccupazioni sono concentrate tutte nella sanità?
R: No, c’è anche il Dakota Access Pipeline, un gasdotto per il trasporto di greggio che minaccia di attraversare le terre native dei Lakota, con il rischio di danneggiare i luoghi sacri e le falde acquifere usate da queste tribù. Di recente sono stata in North Dakota: la situazione è davvero tesa. Certo, è stato Obama a dire di voler fare il gasdotto, ma di sicuro Trump non si tirerà indietro al momento di dare il via ai lavori.
D: Lei ha votato Hillary. Ma lo ha fatto perché la apprezza davvero, perché è una donna o per non dare il voto a Trump?
R: In realtà avrei votato per Bernie Sanders, se avesse vinto le primarie. Ma almeno, e glielo dico chiaro e tondo, Hillary non era Trump: stiamo parlando di una politica con competente e con una bussola morale. Di una persona che sa come lavora l’intero governo, mentre Trump non sa nemmeno come funzionano i singoli rami.
D: Trump è stato eletto in democrazia. Perché è scesa in strada a manifestare?
R: Perché io, come la maggioranza degli under 30, ho votato Clinton. Stiamo parlando della gioventù d’America, di persone che cresceranno durante la sua presidenza, quando avevano votato contro di lui. Credo che i valori di Trump non ci rappresentino.
D: In realtà la Clinton ha ricevuto più voti. Pensa che il sistema elettorale sia da rivedere?
R: Sì, visto che è stato creato, originariamente, affinché i grandi elettori avessero potere di veto sul voto popolare. Non vedo il motivo per cui un candidato che ottiene più voti, non debba poi diventare presidente. È la seconda volta che accade in una secolo. Penso proprio che sia l’ora di cambiare.
D: Lei è una giovane donna. Qual è la cosa peggiore che Trump ha detto contro le donne?
R: Senza dubbio la frase «Grab her by the pussy», quella del 2005 in cui dice di prendere le donne per la vagina. Ma in generale ha mostrato una tale mancanza di rispetto per il genere femminile durante la sua campagna elettorale, che a un certo punto ho smesso di ascoltarlo. Certe cose erano davvero difficili da sostenere.
D: Guardiamo avanti. Chi vorrebbe come candidato democratico nel 2020?
R: Dio, spero tanto che Bernie Sanders ci provi di nuovo. Ha fatto intendere che potrebbe farlo e credo che, grazie alla maggiore notorietà e a più presenza sui media, potrebbe vincere le primarie. Ho passato tutto il 2015 a fare campagna per lui, a cui credo come politico e persona. In alternativa, mi piacerebbe vedere un ritorno di Joe Biden: non ha corso alle primarie per un grave lutto (la morte del figlio Beau, ndr), ma non c’è motivo per cui non debba farlo la prossima volta.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 14-11-2016 05:56 PM


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