Primissime cittadine

Nel 1946 dieci donne vennero elette sindache, le prime in Italia. Il governo le celebra con una targa. Noi vi raccontiamo chi erano, e in quali paesi esercitarono la carica.

Il 1946 viene ricordato soprattutto per l’elezione dell’Assemblea Costituente, dove vennero elette 21 donne. Ma, spesso, ci si dimentica delle elezioni amministrative che si tennero il 10 marzo dello stesso anno. Fu quella la data in cui le donne votarono la prima volta. E, alla guida di dieci comuni, per la prima volta vennero nominate altrettante sindache. Per ricordarle, l’11 novembre 2016 la Presidenza del Consiglio consegna dieci targhe ai comuni interessati. Ecco chi erano queste dieci donne, diventate simbolo di modernità ed emancipazione.

ALDA ARISI
Fu sindaca di Borgosatollo, piccolo centro bresciano. Insegnante, iscritta al Partita Comunista, quel 10 marzo ottenne 1487 voti. Il suo incarico, però, durò appena un anno. Nel 1947 rassegnò le dimissioni per motivi di salute. Aveva tentato anche di farsi eleggere all’Assemblea costituente, ma le 587 preferenze non furono sufficienti.

ninetta bartoliNINETTA BARTOLI
La sindaca di Borutta (oggi conta meno di 300 abitanti) nacque nel 1896 da una famiglia agiata, e si distinse subito per una spiccata avversione ai tradizionali ruoli femminili. Decise di non sposarsi, ma in breve tempo con il suo impegno si conquistò il rispetto dei suoi concittadini. Le elezioni del 1946, dove era appoggiata dalla Democrazia Cristiana, la viderò trionfare con 332 voti su 371. Rimase alla guida di Borutta per 12 anni, durante i quali ammodernò il paese portando la fognatura, le scuole, l’energia elettrica.

elena tosettiELENA TOSETTI
Fu vittima di un complotto Elena Tosetti, sindaca di Fanano (Modena) dal 1946 al 1950, anno in cui si dimise in seguito a una denuncia che poi si dimostrò priva di alcun fondamento. Fino ad allora, si era rimboccata le maniche come pochi: tanto che venne celebrata anche sulla copertina della Domenica del Corriere, immortalata nello spalare la neve al posto degli uomini che si erano rifiutati di farlo.

ada nataliADA NATALI
Nata nel 1898, Ada Natali divenne sindaca di Massa Fermana, dove era iscritta al partito comunista. Rimase alla guida del paese fino al 1959. Durante quest’arco di tempo, inventò le colonie per bambini. Ma, soprattutto, grazie all’appoggio di comunisti e socialisti nel 1948 venne eletta deputata.

margherita sannaMARGHERITA SANNA
Nata nel 1904, era una maestra e il regime fascista la teneva d’occhio perché sospettata di mettere «grilli d’emancipazione alle donne». Avevano ragione: la sindaca di Orune era una donna emancipata, e desiderava che le alunne lo fossero altrettanto. Rifiutò il matrimonio perché era convinta che avrebbe dovuto rispondere a impegni maggiori. E così fu. Dopo l’esperienza da sindaca, fu anche assessore provinciale.

ANNA MONTIROLI
Fu la sindaca di Roccantica, piccolissimo paese in provincia di Rieti.

CATERINA TUFARELLI PALUMBO PISANI
Aveva appena 24 anni, ma furono sufficienti a convincere gli abitanti di San Sosti, nel cosentino, che avrebbe potuto svolgere senza problemi il ruolo di sindaca. Venne votata all’unanimità. Il suo incarico durò fino al 1952.

ELSA DAMIANI PRAMPOLINI
Fu la prima sindaca dell’Umbria, eletta a Spello (Perugia). Fu prima cittadina per ben 16 anni, fino al 1962, e fino al 1964 sedette nel consiglio comunale. Nel 1951 fu al centro anche di un’interrogazione parlamentare, durante la quale venne accusata di non aver provveduto a cancellare da alcuni muri della città dei murales su Eisenhower.

lydia toraldoLYDIA TORALDO SERRA
Nata a Cosenza nel 1906, si laureò nel 1929 con una tesi sulla concessione del voto alle donne. Vide lungo: nel 1946 venne eletta sindaca di Tropea, forte anche di un cognome importante. Ma con gli anni dimostrò di essere all’altezza del compito: riuscì a incontrare Alcide De Gasperi, da cui ottenne riso e grano per i suoi concittadini. Il suo ruolo di sindaca si interruppe nel 1959.

ottavia fontanaOTTAVIA FONTANA
Venne eletta a Veronella, in provincia di Verona. Pare che la sua azione di governo fosse particolarmente improntata al rispetto dei principi del cattolicesimo. Il suo lavoro era quello di insegnante.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 11-11-2016 06:34 PM


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