«Se avessi sgomitato anch'io...»

di Andrea Cominetti
A tu per tu con Silva Fortes, eliminata al terzo live di X Factor per un brano assegnato da Manuel e bocciato dagli altri giudici. «Avrei dovuto prendermi più spazi davanti alle telecamere».

Silva 3«Abbiamo perso la voce più bella di X Factor». Manuel Agnelli – il suo giudice – non usa mezze misure per parlare dell’eliminazione dal talent show di Silva Fortes. Fatale – in questo senso – proprio la scelta del brano da parte del frontaman degli Afterhours, che ha assegnato alla sua concorrente di Capo Verde Life on Mars di David Bowie, ma nella versione portoghese di Seu Jorge. Un «narcisismo inutile» per Fedez, ma anche per gli altri giudici, che non sembrano apprezzare la ricercatezza del brano. Lo stesso vale per il pubblico a casa, che colloca la cantante in fondo alla classifica di gradimento della prima manche. E la condanna così prima all’ultimo scontro con Loomy, il rapper della squadra di Arisa, e poi all’eliminazione.

DOMANDA: Per prima cosa, come sta?
RISPOSTA:
Benissimo, con un giudice come Manuel Agnelli non puoi essere triste, neanche dopo un’eliminazione.
D: Se l’aspettava?
R:
No, in verità no. Sapevo che la canzone era rischiosa, differente da tutto ciò che si sente in televisione, ma non pensavo di uscire. Con Manuel, anche proprio per darci forza, tendevamo a essere sempre molto positivi.
D: Crede che Agnelli abbia sbagliato nell’assegnazione del pezzo?
R:
No, non penso. Anche perché lui ha sempre criticato quei giudici che, per i propri cantanti, hanno optato per brani che non si discostassero troppo dalla loro comfort zone. Manuel, invece, cerca di tirare fuori la nostra arte da noi, che era anche l’arte di sapersi mettere in gioco e di sapersi arrangiare.
D: La sua performance – nel bene, ma soprattutto nel male – è stata quella più commentata dai giudici. Crede che questo l’abbia penalizzata?
R:
No, il fatto che avessero avuto bisogno di più tempo è stato solo positivo, significava che – in fondo – qualcosa di grande c’era nella nostra provocazione.
D: È risultata comunque la meno votata della sua manche. Cosa non ha capito di lei il pubblico a casa?
R:
A livello musicale sinceramente non lo so, mi sono arrivati un sacco di complimenti in queste ore, quindi qualcosa di buono penso di averlo fatto. C’era, invece, forse un po’ più di carenza a livello personale. Dovevo prendermi più spazi davanti alle telecamere, sgomitare un po’ di più.
D: Gli altri li vedeva più pronti a sgomitare?
R:
Sì, sicuramente, ma non li giudico. Anzi, a oggi dico che avrei voluto farlo anch’io.
D: Dipenderà anche dal carattere…
R:
Certo, essere tranquilla e serena con ciò che mi circonda fa parte di me. Mi rendo conto, però, che da fuori il mio stare da sola, a leggere e a guardare film, può essere sembrato un volersi sottrarre al confronto.
D: Chi è, dunque, Silva?
R:
Silva è una donna di 30 anni – perché 30 sono e 30 ne devo accettare – che ha vissuto una vita abbastanza libera, ma sempre con la testa sulle spalle. È una donna che ama divertirsi, stare con gli amici, le persone semplici. E che darebbe la vita per l’amore e la famiglia.
D: Quando arriva la musica in tutto ciò?
R:
La musica c’è sempre stata, sono cresciuta a pane e Cesária Évora, una cantante con una voce molto scura e profonda. Per mia madre era la paladina di Capo Verde, colei che è riuscita ad affrancarsi dalla piccola isola dell’Atlantico e a farsi conoscere in tutto il mondo. Devo a lei tanti dei miei colori.
D: Il passaggio da ascoltatrice a cantante, invece, quando avviene?
R:
In quel senso, ho iniziato a uscire dal guscio piuttosto tardi, a 24 anni. Ho sempre avuto tantissimi interessi: sono partita dalla ragioneria, poi ho studiato scenografia, viaggiando sempre molto. E questo, devo dire, mi ha aiutata a diventare quella che sono.
D: Come vede il suo futuro?
R:
Intanto penso a questo sabato, Manuel mi ha promesso che mi porta a un concerto.
D: Più in prospettiva, invece?
R:
Contatterò quei quattro amici che mi piacciono e insieme costruiremo qualcosa di bello.
D: Pensa a un futuro in gruppo?
R:
No, più che un gruppo è una squadra: ci sono un fotografo, un regista, un esperto di comunicazione. E poi ci sono io, che – al momento – sono l’unica cantante. Siamo un insieme di persone, che trova nell’arte un punto d’incontro.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 11-11-2016 06:03 PM


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