Mangia e ricostruisci

di Stefania Romani
Come acquistare prodotti enogastronomici per aiutare i produttori delle zone terremotate.

TOPSHOT-ITALY-QUAKEÈ un bilancio pesante, quello dei terremoti che hanno colpito il centro Italia.
Nelle Marche, secondo gli ultimi dati Ansa, 26.255 persone sono rimaste senza casa: 14.109 di loro sono alloggiate in palazzetti, palestre, capannoni, mentre 6.899 vivono in albergo. E a queste vanno aggiunti gli oltre 13 mila coraggiosi che, per non allontanarsi dalla propria terra, dormono in macchina o da parenti. E non è tutto, perché sono inagibili anche 805 attività produttive.
Certo, sono già attivi i canali tradizionali della beneficenza, come il numero telefonico solidale 45500, dal quale donare due euro, o i conti correnti aperti da Regione Marche, Protezione Civile, Croce Rossa. Ma un aiuto importante ai tanti coltivatori e allevatori in difficoltà potrebbe arrivare anche da una ripresa delle vendite, magari in vista dei regali di Natale.

LetteraDonna, per questo, vi invita a comprare prodotti del territorio, legati a doppio filo a mestieri, competenze, gesti e saperi che meritano di essere tutelati. Qualche esempio? Le Marche vantano salumi e insaccati come il ciauscolo e il lombetto, formaggi fatti con il latte di mucche e di ovini, talvolta aromatizzati con le erbe dei Monti Sibillini. E ancora patate, tuberi e legumi quali la cicerchia, alla base di una cucina di tradizione ‘povera’, che unisce sapori di mare e d’alta quota.

OliveAscolane-4Le scosse del 24 agosto e del 30 ottobre hanno messo in ginocchio interi paesi. Dopo il primo è precipitato il turismo, perché a settembre, il mese ideale per passeggiare fra le località legate alle leggende dei Monti Sibillini, le montagne sono rimaste deserte. Il secondo sisma ha dato il ‘colpo di grazia’ al commercio, perché sono crollate strutture, stalle, magazzini. Tanti contadini hanno gli animali all’aperto, che soffrono il freddo e spesso muoiono. Ci sono coltivatori che, senza i magazzini, non sanno dove mettere le loro patate, che hanno bisogno del buio, quindi le lasciano sotto terra, con il rischio di perdere buona parte del raccolto a causa dei cinghiali. E c’è chi ha dovuto vendere le sue vacche, nella speranza di ricomprarle a primavera. Ecco una guida agli acquisti, nelle Regioni del centro, in attesa che parta il sito www.montemonaconelcuore.it, nel quale tanti piccoli produttori si stanno riunendo in un’unica vetrina.

C’è ancora chi fa i salumi con la carne dei suoi maiali: a Norcia (Perugia), da Fausti, gli animali vivono allo stato brado. E da suino nero e grigetto di Norcia nascono prodotti tracciabili, sia nella carne che nelle spezie utilizzate.

Legumi, cereali e tuberi coltivati nel rispetto dell’ambiente sono il piatto forte dell’Azienda Agricola Angeli, che opera da 50 anni in una frazione di Pieve Torina (Macerata). Fra i prodotti, pasta, legumi secchi imbustati, farine di cereali, gallette di farro, pistilli di zafferano, orzo soffiato, tagliatelle di farro e lenticchia.

Fra i più amati delle Marche c’è il ciauscolo, caratteristico salame ‘spalmabile’ per il suo impasto morbido. Da Vissana salumi, a Visso (Macerata), si trovano anche lombetto, fiocco di prosciutto, salamella, corallina.

L’antenata dell’Amatriciana? La pasta alla Gricia, tipica ricetta laziale fatta con olio, guanciale, pepe nero, pecorino. E senza pomodoro. Per comprare il kit pasta alla Gricia, l’indirizzo giusto è il Botteghino della Gricia, ad Accumoli (Ri).

Cioccolato artigianale, torroni, panettoni e biscotti per tutti i gusti. Si trovano alla Cioccolateria Vetusta Nursia, Norcia (Pg), che vanta anche chicche come il cioccolatino al tartufo nero e il cioccolato al farro soffiato.

Fra i sapori forti del Centro Italia figurano pecorino e tartufi. Moscatelli, di Norcia (Pg), propone tartufi freschi o conservati, formaggio di capra, salumi di cinghiale, conserve, olio d’oliva.

Qualcuno punta su cultura e coltura della frutta di montagna, rispolverando la tradizione con prodotti biologici. È il caso dell’Azienda Agricola Sibilla, di Norcia (Pg), che commercia confetture, composte, conserve, salse dolci.

Riscoprire il passato, mantenendo in vita una specie in via di estinzione: è quello che fa a Montemonaco (Ascoli Piceno) Vito Leonardi, con la coltura della roveja, varietà di pisello dei campi, impiegato per zuppe e minestre (Tel. 0736.853057).

Per formaggi legati alla tradizione segnaliamo l’Azienda Dolce Bio, con il caseificio a Matelica (Macerata), dove viene lavorato il latte degli animali di Montemonaco (Ascoli Piceno).

Castagne, patate, formaggi, norcineria, prodotti aromatizzati con le erbe dei Monti sibillini riempiono le vetrine di Tipicità Grilli dal 1957, a Montemonaco (Ascoli Piceno).

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Publicato in: Attualità, Saper vivere Argomenti: , Data: 13-11-2016 10:00 AM


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