Donna, immigrata, musulmana e trumpista

La giornalista e attivista Asra Nomani, nata in India, in teoria avrebbe dovuto preferire Hillary Clinton. E invece ha dato il suo voto al candidato repubblicano. Con una lettera al Washington Post ha spiegato perché.

Donna, immigrata, musulmana. Eppure la 51enne Asra Nomani, ex giornalista del Wall Street Journal e co-fondatrice del Movimento di Riforma Musulmano, ha votato Donald Trump. Parte degli ‘elettori silenziosi’ che i sondaggisti non hanno saputo intercettare, ha spiegato i motivi che l’hanno spinta a dare fiducia al candidato repubblicano con una lettera al Washington Post.

VOTO SEGRETO
«Non sono bigotta, razzista, sciovinista o suprematista bianca, come vengono chiamati gli elettori di Trump», precisa Arsa, che ricorda di aver votato Barack Obama nel 2008, proprio nell’anno in cui si è trasferita dalla West Virginia («uno Stato dalla parte giusta nella storia della schiavitù») alla conservatrice Virginia, ammettendo di aver nascosto a tutti, nell’ultimo anno, che avrebbe votato Trump. Dopo la sua vittoria, scrive Asra, un suo amico ha scritto su Twitter di vergognarsi per i milioni di americani che condividono l’odio e l’ignoranza del nuovo presidente. A questo punto si è sentita in dovere di spiegare i motivi per cui il suo voto a Hillary Clinton non fosse affatto scontato.

Asra insieme al figlio.

Asra insieme al figlio.

GLI ERRORI DI HILLARY
«Apprezzavo la posizione del Partito democratico su aborto, matrimoni tra persone dello stesso sesso e mutamenti climativi. Ma sono una madre single che con l’Obamacare non riesce a permettersi un’assicurazione sanitaria. Martedì ho guidato fino alla mia città in West Virginia, Morgantown, dove ho visto un’America rurale, che lotta ancora per sbarcare il lunario dopo otto anni di amministrazione Obama». Per Asra, una grave colpa del presidente uscente è quella di essere stato troppo morbido con il terrorismo islamico e l’Islam radicale. Certo, ammette, Trump ha fatto dichiarazioni ‘folkloristiche’, ma è anche vero che «è questo l’Islam che ha fatto spargimenti di sangue dall’hotel Taj Mahal di Mumbai al Pulse di Orlando». Imperdonabili anche alcuni scheletri nell’armadio di Hillary, come ovviamente la storia delle email, ma non solo: «Le rivelazioni delle donazioni multimilionarie alla Fondazione Clinton da parte di Qatar e Arabia Saudita hanno ‘ucciso’ il mio sostegno per lei».

AMERICANA DAL 1969
Asra racconta poi di essere stata contattata da un giornalista indiano qualche giorno prima delle elezioni, il quale le ha chiesto cosa provasse nell’essere una musulmana nell’America di Trump: «Non ho nessun timore. Sono arrivata a quattro anni dall’India, nel 1969. La nostra lunga storia di giustizia sociale e diritti civili non permetterà mai che l’allarmismo legato alla retorica di Trump si concretizzi. Quello che mi spaventava era l’influenza delle dittature islamiche teocratiche in un’America della Clinton».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 11-11-2016 12:44 PM


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